Introduzione alla meditazione consapevole

Oh, la prima domanda riguarda un argomento a me molto a cuore, che è la meditazione consapevole. La domanda è questa:

quando parli di meditazione consapevole, a quale tecnica specifica ti riferisci?

Questa sì, è proprio una domanda che sta molto a cuore. È la mia meditazione preferita: la meditazione di consapevolezza..

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meditazione_consapevoleLa meditazione consapevole altro non è che quella che oggi è molto diffusa con il termine di mindfulness. Mindfulness significa proprio consapevolezza a mente presente. Ecco perché poi c’è un’altra parola in inglese che sta per consapevolezza: awareness.

Quando sei conscio di fare qualcosa usi la parola awareness; quando sei presente a te stesso mentre fai qualcosa, è mindfulness. Hanno sfumature diverse, ma alla fine noi usiamo la stessa parola, quindi non ci rendiamo molto conto di queste leggere differenze.

Una riguarda la presenza mentale mentre fai qualcosa, e l’altra è una consapevolezza più vasta, più cosciente, una maggiore aderenza alla realtà. In entrambi i casi, per chi usa la parola consapevolezza, direi che si fondono in modo pertinente e giusto queste due sfumature diverse.

La tecnica della mindfulness

La tecnica in sé è appunto la mindfulness, che attinge dichiaratamente alla Vipassana. John Kabat-Zinn, insegnante di Vipassana, ha messo a punto un protocollo per la gestione dello stress chiamato Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR). Comunemente, comunque, viene chiamata mindfulness.

La Vipassana, secondo me, è la meditazione di consapevolezza per eccellenza. Tutte le altre meditazioni favoriscono la consapevolezza, ma spesso come conseguenza della focalizzazione su un oggetto, come il respiro, mentre la Vipassana pone la consapevolezza come focus principale.

La concentrazione e il respiro

Buddha, circa 2600 anni fa, ha sviluppato la Vipassana basata su un momento di focalizzazione chiamato Samatha, che significa concentrazione.

Prima di tutto ci si concentra, usando un oggetto di riferimento, solitamente il respiro. Il respiro diventa il centro della concentrazione, aiutando a calmare la mente e ridurre le distrazioni.

La mente smette di saltare da un pensiero all’altro come una scimmia impazzita e trova un punto di riferimento stabile, proprio come una penna oscillante che ritorna al centro.

Dalla concentrazione alla consapevolezza

Una volta trovata questa centratura, diventa un punto di riferimento per la consapevolezza. Ci si può distrarre, ma si ritorna al respiro, notando i pensieri senza esserne travolti. Già il fatto di accorgersi di avere un pensiero è consapevolezza.

Nella Vipassana, l’oggetto non è più fisso come il respiro; qualsiasi esperienza nel nostro campo di consapevolezza può diventare oggetto di attenzione. Siamo consapevoli di ciò che viviamo, di tutto ciò che succede, e possiamo osservare senza giudizio.

La meditazione di consapevolezza oggi

Nella meditazione di consapevolezza, l’oggetto è la consapevolezza stessa. Non ci si concentra più solo sul respiro: un suono, una sensazione o qualsiasi esperienza interna diventano oggetti di attenzione.

Se qualcosa ci piace o ci crea fastidio, tutto ciò può essere notato e osservato con consapevolezza. La tecnica favorisce quindi una consapevolezza diretta e costante di ciò che accade dentro e intorno a noi.

Mindfulness e Vipassana a confronto

La mindfulness è un derivato della Vipassana, leggermente semplificato rispetto alla pratica originale. Le differenze tra le due tecniche sono più di cornice che sostanziali: entrambe conducono alla consapevolezza, ma nella Vipassana il focus è sulla consapevolezza totale, mentre altre tecniche la favoriscono come effetto collaterale. La Vipassana e la mindfulness condividono lo stesso principio: la consapevolezza diventa il focus principale della pratica.

Il beneficio della consapevolezza

La meditazione di consapevolezza rende protagonisti della propria vita, perché ci permette di vivere il momento presente invece di essere trascinati dalle distrazioni.

Essere sempre più aderenti a ciò che facciamo ci consente di vivere davvero la nostra vita, piuttosto che lasciarci vivere dalle mille occupazioni e pensieri.

In questo senso, la consapevolezza è il cuore della meditazione e della pratica quotidiana, perché ci connette al momento presente e alla realtà così com’è.

Affrontare le distrazioni con la consapevolezza

Non dico che non sia più soggetti alle distrazioni, ahimè, è un po’ un classico quello di cedere a queste distrazioni, ma lo siamo, diciamo, conquistiamo attimi di consapevolezza sempre di più, a mano a mano che alleniamo questa stessa consapevolezza.

E quindi piuttosto che dire che sì, improvvisamente cominciamo a vivere, non non magari, eh, ma viviamo sempre di più, abbiamo sempre più attimi di consapevolezza durante il giorno che ci permettono di aderire alla realtà per quella che è in modo più marcato, in modo più evidente e quindi goderci di più la vita, diciamo, perché poi quando si mangia un mandarino in consapevolezza, quel mandarino è buonissimo, la vita è bellissima, io sono vivo.

La consapevolezza anche con il disagio

E questo accade con le cose gradevoli, ma anche persino con le cose sgradevoli, perché le cose sgradevoli spesso le rifiutiamo, vogliamo mettere la testa sotto la sabbia oppure ci facciamo braccio di ferro perché non le accettiamo per quello che sono, creando così molta sofferenza.

Il fatto invece di vederlo per quello che sono, senza raggirarle, dando loro energia, facendoci il braccio di ferro, ma guardandole così come sono, è una cosa, ecco, c’è questa cosa.

Eh, io adesso sono sulla sedia rotelle, ok, c’è questa cosa e va bene, son contento? No, però perché soffrirne ulteriormente? È così che che è al momento lo stato delle cose e ci convivo al meglio.

Supportare gli altri attraverso la centratura

E questo mi ha aiutato a essere a essere di supporto ad altri che, come me in ospedale, invece non si ritrovavano nella medesima situazione con però con una una sofferenza enorme rispetto allo status quo.

Eh, invece ho potuto supportarlo e questo perché perché di fatto il mio cuore, esattamente come la penna di cui dicevo prima, era sereno e quindi ritrovavo eh momenti di centratura, anche se magari piccoli momenti, devo dire, devo essere onesto, pochi, per fortuna, ma anch’io ho avuto ovviamente dei momenti in cui eh mi son fatto delle domande, non sempre sono stato sereno, no?

Ci sono stati dei momenti in cui ho accusato di più il colpo, però sono stati degli attimi veramente fugaci, eh, per poi ritrovare subito una certa pace, una certa centratura, e quindi poter essere in supporto agli altri, poter ritrovare anche una serenità d’animo che, tra l’altro, ti aiuta ad affrontare meglio le difficoltà che la vita ci offre.

Affrontare le difficoltà con serenità

Io ti ho appena fatto il mio esempio, ma ognuno di noi deve affrontare delle difficoltà, e se è distrutto, stressato perché si è consumato nel non accettare la realtà,  diventa più difficile affrontarla questa difficoltà.

Invece avere un animo sereno fa sì che questa difficoltà abbia sempre meno incidenza nel nostro quotidiano.

Eh beh, allora perché eh non vedere con gli occhi della consapevolezza sia il bello che il brutto?

Perché anche il brutto fa parte della vita e vederlo con consapevolezza ci aiuta a attraversarlo con maggiore serenità, con più soluzioni.

Una mente serena porta più soluzioni, si guarda alla soluzione possibile e non alla lamentela fino a se stessa che non ci aiuta.

Equilibrio tra emozione e centratura

Non dico che non c’è spazio per la lamentela, c’è c’è c’è spazio per tutto, è giusto anche piangere. C’è un momento per accusare il colpo, e allo stesso tempo, prima ritroviamo una certa centratura e prima ci rimbocchiamo le maniche e miglioriamo il nostro stato di vita.

Se non altro facendo di necessità virtù dove non possiamo cambiare lo stato delle cose. Tutto questo lo possiamo fare grazie alla consapevolezza.

Senza di essa siamo in balia delle onde e persi.

Guarda il Video – meditazione consapevole

 

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