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Non Sono Lontani: Come i Nostri Cari Restano Accanto a Noi

Aldilà – Cosa accade dopo il tunnel: luce, altre dimensioni e la vicinanza dei nostri cari

Mi è stato chiesto:

Ok, si arriva al tunnel, alla luce, eccetera, ma come si arriva ad altre dimensioni? E soprattutto come fanno i nostri cari a starci accanto se stanno in altri mondi?

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Abituati a un corpo fisico, tendiamo a pensare che una persona possa trovarsi solo in un luogo alla volta. Tuttavia, esperienze di premorte (NDE), insegnamenti tibetani e studi sull’ipnosi regressiva ci mostrano un panorama completamente diverso: la coscienza non è vincolata dallo spazio fisico.

Il tunnel e la luce: un passaggio verso la beatitudine

non_sono_lontaniDurante un’esperienza di premorte, dopo l’uscita dal corpo, si attraversa un tunnel che conduce a una luce intensa. Questa luce non è solo visiva, ma rappresenta uno stato di beatitudine e libertà, di fusione con l’Immenso.

L’anima sperimenta benessere assoluto, libera dal dolore fisico e dalle limitazioni del corpo. È un momento di trasformazione in cui la coscienza si apre a stati superiori e a una percezione più vasta della realtà.

L’indugio sulla Terra: il saluto dai nostri cari

Prima di entrare completamente nella luce, molte anime restano brevemente sulla Terra. Questo periodo di indugio permette loro di salutare e rassicurare i propri cari, mantenendo un contatto affettivo intenso.

Studi su NDE e ipnosi regressiva indicano che questo periodo dura spesso circa tre giorni, anche se può variare. Durante questo tempo, le anime percepiscono le emozioni dei loro cari e possono “camminare” accanto a loro, senza limiti fisici.

Una volta andati oltre comunque la connessione non si interrompe.

La mente libera dal corpo: essere in più luoghi contemporaneamente

Una delle chiavi per comprendere queste esperienze è la natura della coscienza nell’aldilà. Senza corpo fisico, la mente è completamente libera: può essere presente in più luoghi contemporaneamente e interagire con diverse realtà simultaneamente.

Questo concetto, confermato dalle esperienze ipnotiche tra le vite, permette all’anima di restare vicina ai propri cari pur vivendo percorsi evolutivi in dimensioni superiori.

Connessioni affettive: pensieri, sogni e sincronicità

Anche nella vita terrena possiamo percepire un assaggio di queste connessioni: momenti in cui pensiamo a qualcuno e riceviamo subito un messaggio o una telefonata, o avvertiamo la presenza di una persona cara nei sogni.

Questi fenomeni indicano che i legami affettivi non si interrompono con la morte. Quando pensiamo a qualcuno, si crea un ponte energetico che permette all’anima di percepirci, anche se non in maniera conscia.

La prospettiva tibetana: l’aldilà come serie di stati di coscienza

Secondo gli insegnamenti tibetani, l’aldilà non è un unico luogo fisico, ma una serie di stati di coscienza che l’anima attraversa tra una reincarnazione e l’altra. Ogni esperienza contribuisce al percorso evolutivo.

La permanenza sulla Terra prima di ascendere completamente alla luce rappresenta una fase di passaggio, un’opportunità per armonizzare i legami con chi resta e prepararsi al viaggio successivo.

Riflessioni sulla continuità dell’anima

Queste esperienze ci invitano a ripensare la morte non come fine, ma come trasformazione della coscienza. La separazione fisica è reale solo per la mente incarnata: l’anima mantiene connessioni profonde e invisibili con le persone amate.

Comprendere queste dinamiche può alleviare il dolore della perdita e rafforzare il senso di legame e protezione che i nostri cari continuano a offrirci, anche dopo la loro partenza.

Il ruolo dei sogni e delle intuizioni

I sogni e le intuizioni rappresentano ponti attraverso cui le anime comunicano con noi. Non sempre il contatto è immediatamente comprensibile: dipende dal livello vibrazionale e dalla capacità di ricezione di chi resta.

Tuttavia, la costanza di questi segnali indica che la presenza dei nostri cari non svanisce mai del tutto. L’amore e i legami autentici continuano a vivere, trasformandosi e adattandosi ai nuovi piani di esistenza.

La morte come trasformazione e continuità

In sintesi, dopo il tunnel e la luce, l’anima attraversa stati di coscienza diversi, indugia per salutare chi ama e procede verso dimensioni superiori. La mente, libera dal corpo, può essere simultaneamente in più luoghi. Connessioni affettive, sogni e intuizioni testimoniano che i legami non si interrompono mai.

Il dolore della separazione può essere mitigato dalla consapevolezza che chi amiamo continua a camminare accanto a noi, invisibile ma presente. Alcuni riescono persino a vederli. La morte non annulla l’amore: le anime restano con noi, guidandoci e sostenendoci in ogni momento della vita.

Guarda il Video – Dopo la Morte e il tunnel Non C’è Distanza: La Mente Oltre il Corpo

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2 risposte

  1. Ciao Claudio grazie per il tuo video…..mi.interessano sempre i tuoi video sull aldilà….spero tu stia bene al prossimo video ❣️

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