Perché in meditazione tutto dà fastidio (e cosa significa davvero)

Un abbonato al Come Meditare Coaching domanda:

L’avversità in meditazione.

Spesso quando meditiamo ci possiamo accorgere che c’è qualcosa che non ci piace.

Qualcuno si è permesso di fare rumore mentre noi cercavamo il silenzio e ci dà fastidio.
Ci vengono pensieri negativi e ci danno fastidio. Ci distraiamo e ci dà fastidio.
Insomma, quello che proviamo di fatto ogni tanto in meditazione è avversione..

Oggi scopriamo perché non è necessario eliminare l’avversione (e cosa fare invece)..

questo video è stato estrapolato da una sessione del Come Meditare Coaching qui trovi maggiori informazioni su questo servizio di sostegno nel tempo: http://www.comemeditarecoaching.it

clicca qui per andare alla versione video (se disponibile) o continua la lettura

avversita_meditazioneL’avversione in meditazione non è l’unica cosa della quale possiamo accorgerci, ma è una di quelle, tra l’altro, che si fa notare anche di più. Le altre le notiamo un pochino di meno, ma sono tre in tutto le cose di cui possiamo accorgerci.

Le tre sensazioni fondamentali

Tra l’altro, in un discorso molto importante fatto da Buddha sui fondamentali di consapevolezza, ha una parte a sé questa, che sono le sensazioni. Le sensazioni sono dei meccanismi che scaturiscono in corrispondenza di una percezione che può essere positiva, negativa o neutra.

Se è negativa noi proviamo avversione. Stiamo parlando quindi di questo. Le altre due quindi sono la brama, l’attaccamento per le cose positive, perché è quello che scatta quando ci piace qualcosa. Cerchiamo di scartare il negativo e di attaccarci al positivo e ci sentiamo eccitati, desiderosi.

Per esempio, mentre medito mi viene voglia, sento un profumo di cornetto, fai conto, e ho voglia di alzarmi a mangiare il cornetto, quindi mi distrae subito. La noto di meno perché è meno fastidiosa come sensazione rispetto all’avversione.

Il desiderio è meno fastidioso e magari mi distraggo, smetto pure di meditare perché vado a prendermi il cornetto, per darti un’idea.

E poi c’è la terza che è ancora più difficile da notare, quando una sensazione non è né piacevole né spiacevole, è neutra e provoca in me indifferenza.

I buddisti la chiamano ignoranza, cioè sarebbe una forma di apatia, di distacco dalla realtà, quindi ignoranza in questo senso, perché non osservo quello che c’è, semplicemente sono distratto, mezzo assopito, mezzo addormentato, negligente rispetto ai meccanismi dell’essere al mondo.

avversione
brama
indifferenza (ignoranza)

Ecco, queste sono le tre sensazioni con cui inevitabilmente cataloghiamo gli eventi con cui abbiamo a che fare, con cui interagiamo nelle nostre esperienze di vita.

Il ruolo dell’avversione

L’avversione, come vedi quindi, è la più comune anche da avvertire, come dicevo, è quella che si nota anche di più ed è alla fine il seme dell’odio, cioè avversione e odio hanno la stessa matrice.

L’odio magari è una parola un po’ più complessa, ma la rabbia, l’odio, il rancore si basano tutte su questo seme dell’avversione. Magari non odio il rumore che mi disturba in meditazione, non arrivo a odiarlo, ma il seme è quello, mi dà fastidio. Provo repulsione.

Come interrompere il meccanismo

E quindi come fare per interrompere tutto ciò?

Come vedi, non ho detto che c’è una possibilità diversa da una di queste tre, cioè o mi crea repulsione, o mi crea un attaccamento o mi crea distacco. Non ci sono altre soluzioni, sono queste e queste continuano a capitarci.

La cosa migliore che possiamo fare è continuare a osservare e capire come stiamo al mondo, come funzioniamo, come interagiamo con queste sensazioni.

Ecco perché Buddha in quel famoso discorso che dicevo prima gli dà una categoria a sé. Non dice che è sbagliato, dice che funziona così e quindi dal momento in cui funziona così e noi funzioniamo così possiamo capire come funzioniamo.

La libertà quindi è la consapevolezza.

La pratica e la soluzione

Questo discorso si chiama appunto satipatthana (puoi scaricarlo gratis da qui), cioè i fondamentali di consapevolezza e si basano su quattro pilastri. Uno, appunto, riguarda proprio le sensazioni.

La meditazione predominante all’interno sono due, ma alla fine una è la fotocopia dell’altra, quindi si tratta di fatto di approfittare di queste percezioni, di queste sensazioni.

Quindi soprattutto approfittiamo dell’avversione, giacché la notiamo più facilmente, per notare cosa ci dà fastidio.

Cosa facciamo quando proviamo quell’avversione? Cosa scatta in noi quando proviamo quell’avversione, sia a livello mentale sia a livello fisico.

Ad esempio, potresti notare che i muscoli del volto si irrigidiscono, ci sono delle tensioni, magari non solo nel volto, forse anche nelle gambe, forse anche nelle braccia, nelle mani.

Possiamo notare quindi meglio come funzioniamo nel mondo.

La soluzione ancora una volta non è eliminare questi meccanismi, affrancarcene, far finta che non esistano, ma al contrario renderli consapevoli e smascherarli.

Questo è quello che possiamo fare attraverso ancora una volta il potere della consapevolezza.

La Consapevolezza libera, l’avversione per se stessa no!

Quindi abbiamo parlato dell’avversione, abbiamo visto che non è un problema, non ha bisogno di essere eliminata, ma possiamo assolutamente esserne consapevoli.

Se vogliamo eliminare l’avversione non faremo altro che provare ulteriore “avversione per l’avversione.”

Quindi quello che stiamo alimentando in quel caso è avversione.

Ancora una volta, per interrompere questo ciclo basta osservare, basta rimanere attenti, presenti a se stessi e liberi.

Guarda il Video – avversità in meditazione

 

qui trovi il corso base di meditazione vipassana:
www.comemeditare.it/vipassana

qui trovi il corso avanzato di consapevolezza:
www.comemeditare.it/corsoavanzato

qui trovi il corso “meditazione per indaffarati” 7 minuti al giorno per una vita serena e consapevole
www.meditazioneperindaffarati.it

Sostieni il Blog e fai una donazione

anche un “caffè” o una “pizza” possono esser di aiuto

Fai una piccola donazione

 

 

torna alla Homepage per istruzioni semplici su come meditare:
https://comemeditare.it/

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *