Due domande strettamente collegate

Le prime due domande sono strettamente collegate. La prima domanda è come meditare se hai la mente troppo attiva, a cui però è utile distinguere e rispondere contestualmente a un’altra domanda.

La seconda domanda è come meditare quando hai un corpo molto agitato? Sono due cose estremamente simili. Talvolta le risposte possono assomigliarsi, ma essendo un’angolatura completamente diversa, è utile distinguere le risposte..

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Perché dico che sono simili? E invece faccio un distinguo. Sono simili perché normalmente quando un corpo è agitato, è perché c’è una mente agitata e viceversa. Rilassando la mente si rilassa il corpo, così come rilassando il corpo si rilassa la mente.

Come meditare se hai la mente troppo attiva

come meditare con la mente agitataQuindi, intanto per rispondere alla prima domanda: come meditare se hai la mente troppo attiva?

Normalmente la meditazione classica, soprattutto la Samatha, usa un oggetto su cui porre la nostra attenzione, come il respiro o il corpo; il respiro, in particolare, ha un grande potere calmante.

Quindi calmiamo così sia la mente che, di conseguenza, il corpo. A chi non riesce proprio a star fermo darò una risposta leggermente diversa; comunque, rilassando e focalizzando senza sforzo — quindi non un atto di concentrazione inteso con il sangue alle tempie, ma un atto di focalizzazione.

Concentrazione intesa nel senso che non disperdiamo la mente in mille pensieri, ma la focalizziamo su un oggetto.

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La mente agitata e la difficoltà a focalizzarsi

Ora tu mi dirai: “Un momento, io ho la mente molto agitata e tu mi fai focalizzare?”. Eh sì, esatto, è proprio quello!

Potresti dirmi: “Non ci riesco, proprio perché ho la mente molto agitata”. Allora, sul “non riuscire” bisognerebbe capirsi: è impossibile non riuscirci, ma allo stesso tempo è naturale avere la percezione di non farcela.

Questo perché, inevitabilmente, dopo un po’ che lavori per focalizzare la mente (per esempio portando l’attenzione al respiro), è normale che la mente torni a distrarsi, saltando come una scimmia da un ramo all’altro, da un pensiero all’altro. È normale.

Questo accade sempre e comunque, quindi non è che tu non ci riesca e non è che a te si debba dare una tecnica diversa.

Il segreto è la pazienza

Ti invito quindi ad avere pazienza, perché è lì il segreto: la pazienza.

Non è il riuscirci subito, non è il portare a casa immediatamente un risultato. I risultati in meditazione sono quasi impercettibili, ma te ne accorgi dopo, perché stai molto meglio.

Dopo un periodo in cui hai meditato ti accorgi dei benefici che ottieni, ma mentre sei in meditazione continui a osservare come la mente tenda, per sua natura, a passare da un pensiero all’altro, esattamente come fa la scimmia saltando da un ramo all’altro, né più né meno.

Quindi, con estrema e infinita pazienza, riportiamo l’attenzione al respiro. Questo calma la mente, è assolutamente garantito.

Ci vuole pazienza: pensare di non riuscirci significa arrendersi subito e accettare questa condizione.

Non identificarti con la mente agitata

Vedi, anche dicendo “io ho la mente agitata”, ti identifichi con quell’aspetto che in realtà è estremamente estemporaneo, anche se tende a ricorrere spesso.

Quella non è la nostra vera natura: è la mente, per così dire, grossolana che per abitudine, nel nostro quotidiano e nel nostro vivere ordinario, si ripresenta in continuazione. È la mente grossolana che passa da un pensiero all’altro, e succede a tutti noi.

Tuttavia, riguardo alla mente pura, è come se avessimo due menti: una mente che ospita l’altra. La mente più pura è silenziosa ed è naturale dimorarvi ogni tanto. Ogni tanto siamo focalizzati su qualcosa che stiamo facendo e che richiama la nostra attenzione.

La mente presente nel qui e ora

Ecco, quando siamo per esempio in vacanza, non abbiamo tanti pensieri e ce ne stiamo lì a godercela: sentiamo il sole che ci scalda la pelle, il chiacchiericcio dei gabbiani o delle persone in sottofondo, completamente assorti in quello che stiamo vivendo nel qui e ora.

Quello è uno stato meditativo, è lo stato naturale della nostra mente.

Analogamente, lo ritroviamo quando per esempio pratichiamo uno sport estremo. Se mi sto arrampicando su una montagna, sto ben attento a percepire gli appigli. Sono molto focalizzato nel sentire l’energia da impiegare e nel capire bene a cosa aggrapparmi.

Quindi sono focalizzato su quello che sto facendo, non disperdo la mente in mille pensieri.

La mente pura e il chiacchiericcio mentale

Questi due esempi ti fanno capire come la mente pura funzioni in questo modo: sta con quello che c’è nel qui e ora. È la mente ordinaria, quella a cui siamo abituati, quella che stravince nel nostro quotidiano a chiacchierare; ma anche se sei un chiacchierone mentale, non è quella la tua natura.

Quindi identificarti col chiacchiericcio mentale è un’azione che puoi evitare, perché non è quella la tua natura, anche se tendi a farlo spesso. Poi vediamo l’agitazione fisica: per nostra natura, inevitabilmente, ogni tanto entriamo in quello stato di piena presenza mentale.

I pensieri: servitori, non padroni

meditazione come si faSi dice che i pensieri siano degli ottimi servitori, di cui possiamo servirci, ma dei pessimi padroni. Il problema è che noi tendiamo a dare loro tutto lo spazio della nostra mente: diamo le chiavi di casa ai servitori.

Non dovremmo permettere a degli strumenti di cui possiamo servirci, come il pensiero, di governare la nostra mente.

Possiamo farlo con molta tranquillità, usando l’ingrediente principale che ho citato prima: la pazienza. Con la pazienza, con infinita pazienza, in meditazione riportiamo l’attenzione al respiro. Questa è la meditazione più potente per calmare la mente.

Come meditare quando il corpo è agitato

Ora passiamo all’altra angolatura: se ho un corpo con cui ho difficoltà a stare fermo, beh, sicuramente se riesco a rilassare la mente riuscirò a rilassare anche il corpo.

Quindi in linea di massima vale quello che ho detto per la mente: porta l’attenzione al corpo, porta l’attenzione al respiro, soprattutto al respiro addominale — questo non l’avevo detto, ma lo dico adesso —, perché questo aiuta a calmare corpo e mente, mente e corpo.

Quando è difficile stare fermi in meditazione

Detto ciò, conosco persone che hanno veramente molta, molta difficoltà a stare ferme in meditazione. Ad esempio, quando andavo a portare la meditazione nelle carceri, i detenuti erano spesso costretti a convivere in pochi metri.

C’è stato un periodo in cui l’affollamento delle carceri (non so adesso, non sono aggiornatissimo) era tale per cui, se qualcuno voleva stare in piedi e fare due passi in una cella molto piccola, gli altri dovevano stare sdraiati sui letti a castello, perché altrimenti non c’era modo di passeggiare.

Questo per dirti quanto queste persone fossero costrette a stare ferme: costringerle ulteriormente con esercizi statici, in cui si sta fermi a meditare (perché comunque in parte lo facevamo), era effettivamente troppo pretenzioso.

La meditazione dinamica e la meditazione camminata

E allora cosa si può fare? Ci sono le meditazioni dinamiche. Già Osho ha messo a punto una meditazione dinamica dove addirittura si balla; oppure c’è la meditazione camminata, in cui come focus non uso più il respiro ma le gambe: ad esempio faccio attenzione alle percezioni dei piedi mentre cammino, spostando così la mia attenzione sul corpo.

Passeggiare ha di per sé già un effetto calmante, quindi posso fare la meditazione camminata. Questo è un ottimo trucco. L’altro l’ho accennato con la meditazione dinamica, ma non te la sto a spiegare perché è un po’ complessa e lunga; però quella camminata è già dinamica, quindi ti consiglio quest’ultima.

I 10 esercizi di Thich Nhat Hanh

Sul mio sito c’è la pratica che facevamo nelle carceri: 10 esercizi messi a punto da Thich Nhat Hanh, monaco Zen che ha lasciato il corpo pochi anni fa.

È una pratica molto potente in cui ci sono 10 esercizi in movimento da fare in consapevolezza: mentre muoviamo il corpo, poniamo la nostra attenzione allo svolgimento dell’esercizio.

Anche questi non sto a spiegarteli qui, ma si trovano qui.

Essere consapevoli anche mentre siamo in movimento

Ma, ancora una volta, la meditazione camminata è semplice da spiegare ed è semplice da fare, quindi possiamo tornare a quella. Il principio non cambia: si tratta di essere consapevoli anche mentre siamo in movimento.

Anche lo yoga, il Tai Chi, il Qi Gong, sono tutte pratiche in movimento che possiamo praticare se abbiamo grandi difficoltà a stare fermi.

Quindi, come vedi, l’offerta è vastissima: Tai Chi, Qi Gong, meditazione camminata, meditazione dinamica, i 10 esercizi in consapevolezza di Thich Nhat Hanh. In tutti questi casi — e torno a bomba sulla meditazione camminata — si tratta di focalizzare la nostra attenzione mentre svolgiamo un’attività in movimento.

Perché scegliere la meditazione camminata

Per questo torno alla camminata: perché è la più facile da spiegare. Non devi imparare lo yoga, non devi imparare il Qi Gong, non devi imparare il Tai Chi, non devi imparare i 10 esercizi in consapevolezza o la meditazione dinamica, perché camminare lo sai già fare.

Si tratta di rallentare il passo e porre l’attenzione a questa camminata fatta in consapevolezza. Se scegli un percorso relativamente breve nella tua stanza, di 3-4 metri, e fai su e giù in consapevolezza, ecco che portando l’attenzione alle percezioni delle gambe e dei piedi stai facendo una meditazione di focalizzazione non più basata sul respiro, ma basata sul movimento stesso.

Te la consiglio!

Meditazione seduta e meditazione camminata

A chi ha una mente molto agitata posso comunque consigliare anche la meditazione camminata. Io le consiglio entrambe: perché escludere l’una o l’altra?

Sia che tu la veda dal punto di vista di una mente molto agitata, sia che tu parta da un corpo molto agitato: in entrambi i casi, la meditazione da seduti basata sul respiro è efficace (perché, come abbiamo detto, rilassando la mente si rilassa anche il corpo e viceversa); m

a per lo stesso identico motivo, anche la meditazione camminata può risultare efficace in entrambi i casi, sia con la mente sia con il corpo agitato.

Guarda il Video – Come meditare se hai la mente troppo attiva

 

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4 risposte

  1. Grazie Claudio , una domanda quando parli della mente ordinaria ti riferisci a Manas e a Buddhi quando parli della mente più “saggia” ?
    Grazie

    1. ciao Cristina, tutta la mia energia è orientata a comprendere concetti e “paroloni” altrimenti ostici. Per cui ho spiegato che la mente ordinaria è quella piena di pensieri a cui siamo ahimè abituati e la mente naturale è invece pure e incontaminata.

      Ora tu usi dei termini tecnici in sanscrito, mi auspico che ne conosci l’essenza altrimenti perchè usarli? Mi pare inoltre da come hai posto la domanda che conosci già la risposta, che in fine è “si”.

      Prego.. comunque insisto: cerchiamo di portare questi concetti nell’esperienza quotidiana in modo da renderli pratici

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