Meditazione guidata camminando (mentre si va da un posto all’altro): ritrovare la centratura passo dopo passo
Ci sono momenti della giornata in cui ci spostiamo da un luogo all’altro quasi senza accorgercene. Usciamo dalla macchina, percorriamo una strada verso l’ufficio, attraversiamo un corridoio per andare a una riunione, camminiamo verso casa o ci spostiamo semplicemente da un’attività alla successiva.
Sono momenti apparentemente insignificanti, ma possono diventare preziose occasioni per fermarsi interiormente, anche mentre il corpo continua a muoversi.
La Meditazione Guidata Camminando da un posto ad un altro, pensata per essere ascoltata mentre ci si reca verso una destinazione, nasce proprio con questo obiettivo: trasformare un semplice tragitto in uno spazio di presenza, consapevolezza e centratura.
Come sai quello di integrare la meditazione nel quotidiano è un tema a me molto caro e la base del corso de la meditazione per indaffarati, 7 minuti al giorno per una vita più serena e consapevole
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Dal luogo in cui stai andando al momento che stai vivendo
Quando camminiamo verso una destinazione, è naturale che la mente sia già proiettata in avanti.
Pensiamo a ciò che dovremo fare una volta arrivati, alla persona che incontreremo, alla riunione che ci aspetta, alle cose da ricordare oppure agli impegni successivi. Il corpo è nel presente, ma la mente spesso è già altrove.
La meditazione propone un piccolo passaggio: prima di iniziare, dedicare ancora un istante al luogo verso cui ci stiamo dirigendo.
È sufficiente verificare di sapere dove stiamo andando e di avere scelto la strada corretta. Una volta fatto questo, possiamo lasciare temporaneamente da parte la destinazione.
Non dobbiamo più concentrarci sul punto di arrivo.
Possiamo concentrarci sui passi.
È un cambiamento semplice, ma profondo: dal dove sto andando al dove sono adesso.
La consapevolezza parte dai piedi
Il punto di attenzione principale della meditazione è estremamente concreto: i piedi.
Mentre cammini, un piede dopo l’altro entra in contatto con il terreno. Prima uno, poi l’altro. Sinistro e destro. Destra e sinistra.
Non è necessario modificare il modo di camminare o assumere una postura particolare. Si tratta semplicemente di osservare ciò che sta già accadendo.
Puoi percepire la pianta del piede mentre entra in contatto con il suolo attraverso la scarpa. Puoi notare le sensazioni che cambiano da un piede all’altro e accorgerti dell’alternanza naturale del movimento.
Questa attenzione porta la mente lontano dai pensieri astratti e la riporta a qualcosa di immediatamente presente.
Il piede è qui.
Il terreno è qui.
Il passo è qui.
E anche tu sei qui.
Camminare diventa una pratica di presenza
Uno degli aspetti più interessanti di questa meditazione è che non richiede di interrompere quello che stai facendo.
Non devi trovare una stanza silenziosa, sederti, chiudere gli occhi o ritagliarti necessariamente un lungo periodo di tempo.
Stai già camminando.
La meditazione ti invita semplicemente a camminare con maggiore consapevolezza.
Puoi percepire anche le gambe, soprattutto la parte inferiore, osservando come il movimento di un piede sia collegato a quello dell’altro. Ogni passo contribuisce al successivo e, attraverso questa alternanza, il corpo continua ad avanzare.
È proprio questo movimento che può diventare un’ancora per la mente.
Quando compare un pensiero, non è necessario combatterlo o cercare di eliminarlo.
Puoi semplicemente accorgerti che la mente si è allontanata e tornare alla sensazione del piede sul terreno.
Ancora una volta: sinistra e destra.
Passo dopo passo.
E se arrivano i pensieri?
La mente continuerà a pensare.
È normale.
Durante una meditazione non dobbiamo pretendere di svuotare completamente la mente. Possono comparire preoccupazioni, ricordi, programmi, immagini, conversazioni immaginate o pensieri legati a ciò che ci aspetta.
Il punto non è impedire che arrivino.
Il punto è accorgerci che sono arrivati.
Quando ti rendi conto di essere stato trascinato altrove da un pensiero, puoi semplicemente ritornare alla sensazione del piede che tocca il suolo.
Non c’è bisogno di giudicarti.
Non hai fallito la meditazione.
Anzi, proprio il momento in cui riconosci la distrazione e riporti l’attenzione al presente è parte essenziale della pratica.
Il terreno diventa così un punto di riferimento concreto a cui ritornare ogni volta che ne hai bisogno.
Le orme che lasciamo
A un certo punto la meditazione propone anche un’immagine simbolica molto suggestiva: immaginare che ogni passo lasci un’orma.
Mentre cammini, puoi visualizzare le tue impronte sul terreno.
Un’orma dopo l’altra.
Forse stai camminando sopra impronte lasciate da altre persone. E, a sua volta, la tua impronta verrà un giorno ricoperta da quella di qualcun altro.
È un’immagine semplice che può aprire una riflessione più ampia.
Ogni persona attraversa il mondo lasciando delle tracce. Alcune sono concrete e visibili, altre sono molto più sottili: una parola, un gesto, un incontro, una presenza, un ricordo.
Eppure, mentre immaginiamo queste orme, la meditazione ci riporta nuovamente al presente.
Non serve fermarsi a interpretarle.
Basta continuare a camminare.
Sentire il piede.
Sentire il terreno.
Percepire la gamba.
E fare il passo successivo.
Pace e gioia, un passo alla volta
Nella parte centrale della meditazione compare un’altra immagine particolarmente significativa.
Puoi associare un’intenzione ai tuoi passi.
Un piede può diventare il passo della pace.
L’altro può diventare il passo della gioia.
Pace e gioia.
Passo dopo passo.
In questo modo, un gesto quotidiano e automatico come camminare può trasformarsi in un piccolo rituale interiore.
Non è necessario provare immediatamente una sensazione intensa di pace o di gioia. Non bisogna forzare le emozioni.
Puoi semplicemente associare queste due parole al movimento.
Ogni passo può ricordarti la possibilità di portare un po’ più di pace con te.
Ogni passo può ricordarti la possibilità di incontrare e coltivare la gioia.
E mentre continui a camminare, la ripetizione crea un ritmo naturale.
Pace.
Gioia.
Pace.
Gioia.
Il corpo procede verso la destinazione mentre l’attenzione rimane ancorata al presente.
Una meditazione da portare nella vita quotidiana
Questa pratica è particolarmente adatta ai momenti di transizione.
Il tragitto dalla macchina all’ufficio può diventare un momento per lasciare alle spalle ciò che è appena accaduto e prepararsi con maggiore consapevolezza a ciò che sta per iniziare.
Il percorso da una riunione all’altra può diventare uno spazio per non portare automaticamente con sé tensioni, emozioni o pensieri dell’incontro precedente.
Anche una semplice passeggiata può diventare un’occasione per ritornare al corpo e al momento presente.
La cosa importante è non trasformare questa pratica in un ulteriore compito da svolgere perfettamente.
Non c’è una prestazione da raggiungere.
Non c’è un risultato da ottenere.
C’è semplicemente la possibilità di accorgersi di come stiamo camminando.
Arrivare non significa interrompere immediatamente la consapevolezza
Quando il luogo di destinazione si avvicina, la meditazione non invita a passare bruscamente dalla presenza alla frenesia dell’attività successiva.
Al contrario, propone di dedicare ancora un momento a percepire come stiamo.
Come mi sento adesso?
Com’è il mio stato interiore rispetto a qualche minuto fa?
Sono più tranquillo?
Più presente?
Oppure sono ancora immerso nei pensieri?
Non importa quale sia la risposta.
Anche questa è consapevolezza.
Prima di entrare nel nuovo ambiente, possiamo quindi concederci un ultimo istante per sentire noi stessi.
Poi possiamo proseguire.
Un augurio che accompagna il cammino
La meditazione si conclude con un augurio semplice e universale: che tu sia felice e che tutti gli esseri siano felici.
È un pensiero che amplia progressivamente lo spazio della pratica.
Si parte da qualcosa di estremamente personale e concreto: il contatto del proprio piede con il terreno.
Poi si passa al proprio corpo, al proprio respiro, ai propri pensieri e alle proprie emozioni.
Infine, l’attenzione si apre agli altri.
Il cammino che abbiamo fatto fisicamente diventa così anche un piccolo cammino interiore.
E forse è proprio questo uno degli insegnamenti più belli della meditazione: non sempre abbiamo bisogno di fermarci per ritrovare noi stessi.
A volte possiamo farlo continuando semplicemente a camminare.
Un passo.
Poi un altro.
Sinistra e destra.
Pace e gioia.
Fino ad arrivare, con maggiore presenza, al luogo verso cui eravamo già diretti.
testo della Meditazione Guidata Camminando da un posto ad un altro (dalla Macchina)
Questa meditazione la puoi mettere mentre ti stai recando da un posto all’altro. Può essere molto efficace per ritrovare una centratura mentre, non so, stai andando dalla macchina all’ufficio o da una riunione ad un’altra. Dedica ancora un attimo il pensiero al futuro, cioè al posto dove stai recandoti, in modo tale da essere sicuro che stai facendo la strada giusta e quindi programmare nel qui e ora in modo corretto il la tua strada e in modo che adesso puoi dedicarti una volta eh tranquillizzato sulla strada corretta da fare eh sul qui e adesso, quindi non su dove stai andando, ma sui passi che stai facendo. Questo preciso momento. Cominciamo pure.
[campana]
Stai camminando, quindi stai poggiando i tuoi piedi per terra, ora quello sinistro, ora quello destro e puoi sentire l’alternanza del movimento tra destra e sinistra. Senti l’alternanza.
Senti soprattutto quando poggi il piede, la pianta del piede che poggia sul suolo e la sensazione che ti dà all’altezza proprio della pianta del piede da una parte e dall’altra. Sinistra e destra.
Senti le sensazioni che nascono proprio dal contatto con la pianta del piede, con nonostante tutta la scarpa, la sensazione che la pianta ti del piede ti dà a contatto con il suolo.
Sinistra e destra. Senti l’alternanza di queste sensazioni.
Puoi percepire anche cosa avviene non solo al piede, ma anche la parte bassa delle gambe, soprattutto alla parte bassa. Puoi anche focalizzarti su tutta la gamba, ma noterai le sensazioni più facilmente proprio sulla parte più bassa delle gambe e sulla pianta dei piedi. Senti come cambia eh come viene stimolato diversamente il piede che appoggia rispetto a quell’altro e senti sempre questa alternanza che crea questo movimento e ti spinge in avanti.
Se ti accorgi che un pensiero è affiorato alla mente, puoi tranquillamente ritornare alla sensazione del piede sul suolo. Quindi torna a sentire come puoi percepire il suolo con la pianta del piede, con tutta la scarpa. Senti le sensazioni che ti dà il suolo nel proseguire, nell’andare avanti.
Puoi immaginare che ogni volta che imprimi il piede per terra ne imprimi anche un’orma. Quindi senti il suolo e immagina di lasciare un’orma a ogni passaggio, a ogni contatto con il piede.
Pensa a quante orme stai lasciando sopra magari altre orme. e a sua volta la tua orma sarà sovrascritta, sovraormata da qualcun altra.
E a sua volta la tua orma sarà ricoperta da qualche altra orma e tu nel frattempo, orma dopo orma stai toccando il suolo e lasciando la tua orma.
Senti sempre la sensazione del suolo sulla pianta del piede.
Senti le sensazioni sulle gambe
e senti il movimento che si crea con l’alternanza tra i due piedi.
Puoi immaginare quando imprimi un piede, quando fai un passo, di imprimere gioia
E puoi immaginare quando imprimi l’altro passo di imprimere pace.
Pace e gioia. Pace e gioia. Pace e gioia. Pace e gioia.
Puoi continuare così finché non arrivi vicino al luogo in cui ti stai recando, in modo tale che quando sei nei pressi puoi eh ancora dedicare un momento a percepire come stai prima di avvicinarti ed entrare nel nuovo luogo. Che tu sia felici.
Che tu sia felice e che tutti gli esseri siano felici.
[campana]
Guarda il Video – meditazione guidata camminata dalla macchina
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