Il Segreto dietro la Meditazione

Ovvero: Cosa facciamo quando meditiamo.

brano tratto dal libro Meditazione Guidata per Principianti

Se hai fatto la meditazione audio guidata sulla posizione, sulla postura, avrai notato che per gran parte della meditazione il focus era il corpo, più precisamente la posizione in cui stava il corpo.

Quindi potresti esserti chiesto: “ma scusa non erano delle semplici indicazioni registrate su come mettersi in meditazione? Perché chiamarla dunque meditazione?”.

Finora non siamo ancora entrati nella definizione di meditazione e di quale sia la sua funzione, ma lo facciamo adesso.

La mente abbandonata a sé stessa tende a partire con una serie di elucubrazioni mentali, di fantasie sul futuro o di rimpianti sul passato.

Ansie, ossessioni, atteggiamenti ossessivi compulsivi, patemi d’animo e sofferenza psicologica in generale è spesso dettata dalla tendenza della mente di saltare dal passato (e i suoi schemi mentali) e riprodurli nel futuro.

Ci perdiamo l’unico momento in cui siamo vivi, che è il momento presente. Quando la mente pensa al passato ci fa stare in uno stato di rimpianti, di ripensamenti; quando la mente punta al futuro, ci fa stare con un carico di desiderio, di eccitazione, ci attira, ma ci fa anche paura e produce ansia per quel che potrebbe accadere.

Se poi in passato ci è capitata una brutta cosa la mente tenderà a temere che si riproponga anche nel futuro.

Ma pensare al passato cos’è? Sono solo pensieri, fantasie. E sul futuro? Di nuovo pensieri, fantasie. Passiamo gran parte della nostra vita con la mente completamente assorbita dal mondo delle fantasie.

Ovvero siamo in quelle che tecnicamente chiamo “pippe mentali”; abbi pazienza se sei sensibile all’uso di questa parola, non volermene rende bene l’idea, quindi per me chiamarle in questo modo è un “tecnicismo” ????.

Con la meditazione il lavoro che facciamo è allenare la mente a riportarla a cosa succede in noi nel Momento Presente. La meditazione è quindi uno strumento di consapevolezza e di ancoraggio all’Adesso.

È vero ci sono varie forme di meditazione, ma quelle più pure e classiche hanno come scopo principale quello di riportare la mente al momento presente.

Come si fa? Semplice, ogni volta che ti distrai sposti l’attenzione a qualcosa che avviene nel presente e col corpo vai sul sicuro.

In questo senso una meditazione guidata audio è un toccasana perché la voce guida tenderà a riportarti costantemente al momento presente.

Ti capiterà certamente di distrarti, ma avendo una voce da seguire finirai per ritornare Presente con grande facilità.  Per questo si chiama “meditazione guidata” perché ti guida, seguendo la guida è più difficile perdersi “per strada”.

Tuttavia, se vorrai continuare a meditare, ti inviterò a fare a meno della mia voce -più avanti ti dirò come- e sarai tu a dovere spostare l’attenzione a qualcosa nel “qui ed ora”, come nel corpo.

Ecco quindi perché anche la meditazione che trovi nel libro è una meditazione a tutti gli effetti, perché durante l’esperienza la tua mente era per lo più occupata a seguire la voce che ti invitava a fare attenzione alla posizione del corpo e a non perdersi -non troppo, almeno- nelle “pippe mentali”.

In effetti mentre la mente può spostarsi nel futuro e nel passato, il corpo vive sempre nel “qui ed ora”: spostare la nostra attenzione dalla mente al corpo è garanzia di recuperare il momento presente.

Ti ho accennato alla tecnica di meditazione zen chiamata appunto “Zazen” che significa “meditazione da seduti”. È una tecnica dove stare immobili nella giusta posizione è la parte centrale della meditazione: se ti muovi o stai nella posizione sbagliata ti bastonano letteralmente.

Non sto scherzando è vero, c’è uno incaricato di dare un colpo con un bastone a chi ha perso la corretta posizione in meditazione e si è accasciato troppo. Ma non voglio addentrarmi troppo su quella tecnica benché sia senz’altro una buona tecnica meditativa, volevo solo parlartene per evidenziare come il corpo è un buon oggetto su cui riportare l’attenzione in meditazione.

Tu sentiti libero di muoverti tutte le volte che vuoi, basta che non lo fai in modo reattivo, ma con estrema attenzione e consapevolezza e solo se ne senti davvero il bisogno, al punto che non muoverti diventa motivo di sofferenza ed agitazione.

Torniamo al punto centrale. Dicevamo che in meditazione il “lavoro” che facciamo è quello di riportare la mente a qualcosa che sperimentiamo nel momento presente e abbiamo fatto riferimento al corpo.

Questo “qualcosa” su cui focalizzare la nostra attenzione lo chiamiamo: “oggetto di meditazione”. Ebbene l’oggetto più ampliamente diffuso ed usato da quasi tutti i meditanti (anche perché è spesso alla base di diverse tecniche) è il respiro.

brano tratto dal libro Meditazione Guidata per Principianti

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