La meditazione come medicina: sì o no?

Un abbonato al Come Meditare Coaching domanda: si può usare la meditazione come medicina?

E qui la risposta è, eh, doppia. Eh, normalmente dovrei dirti di sì e, allo stesso tempo, vorrei dirti di no. Perché sì e perché no?..

questo video è stato estrapolato da una sessione del Come Meditare Coaching qui trovi maggiori informazioni su questo servizio di sostegno nel tempo: http://www.comemeditarecoaching.it

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meditazione_come_medicinaSì, perché, per esempio, la scienza medica, sperimenta sempre di più la meditazione in alcuni ambiti. Tanto è noto i suoi benefici a livello proprio della gestione dello stress e quindi un aspetto forse più mentale che psichico, cioè più psichico che fisico; questo è vero, ma dobbiamo anche pensare che lo stress è alla base di molte patologie cardiovascolari, perché il cortisolo nasce proprio, anzi, è detto proprio che nasce dallo stress.

La gestione dello stress e i benefici per il corpo

Quindi riuscire ad avere una cosa che gestisce lo stress, che risolve lo stress, in qualche modo ci aiuta ad avere meno problemi cardiovascolari.

Infatti, è stato dimostrato che chi pratica molto la meditazione, è meno soggetto a queste patologie. Lo stressproduce tutta un’altra serie di effetti, come l’insonnia o la troppo sonnolenza, difficoltà a dormire, visto che cambia proprio il tipo di pressione sanguigna; ci sono anche difficoltà a digerire.

Se vai a vedere tutto quello che comporta lo stress, ti renderai conto di quanto effettivamente è dannoso il cortisolo e lo stress in generale. La meditazione è nota per la risoluzione di questa cosa e quindi, oddio, la risoluzione, quantomeno l’abbassamento, la gestione dello stress e quindi può effettivamente beneficiarne anche il corpo fisico.

Quando la meditazione affianca la medicina

Però io ripeto: se uno si deve curare, va da un medico se c’è un problema; poi, se il medico prescrive la meditazione, è tanto di guadagnato. Se stai bene e, in generale, vuoi prevenire queste cose, la meditazione fa sicuramente per te, aiuta senz’altro tantissimo.

Un altro ambito in cui sono stati fatti studi concreti e se ne sono visti i benefici è la terapia del dolore, laddove i farmaci antidolorifici non hanno avuto effetto.

C’è una casistica di persone a cui i farmaci del dolore non hanno effetto, e allora alcuni medici hanno usato la meditazione, pare, con buoni esiti.

Quindi ci sono sicuramente anche altri ambiti. Io, adesso, non li conosco tutti, perché non mi interessano così a fondo.

Esperienza personale con la meditazione

Sicuramente anch’io, nel mio vissuto, ho beneficiato della meditazione. Ho comunque usato, per esempio, degli antidolorifici, in alcuni casi di dolore acutissimo, ma per il dolore che avevo, sicuramente il minimo indispensabile, e ne ho usato pochissimo rispetto a qualcuno nelle mie stesse condizioni, proprio perché ero, eh, però li ho usati. Attenzione: li ho usati.

Allora, perché non amo tanto consigliare di usare la meditazione come medicina, se si può fare?

Perché, secondo me, non è l’approccio giusto; non è proprio l’approccio giusto alla meditazione. La meditazione è salutare, ma se uno ha un male, intanto va da un medico; già c’è un pericolo che, invece di andare a un medico, vada a meditare e non si curi. Ok, innanzitutto bisogna sfatare questo pericolo.

La meditazione non è una pillola

La meditazione funziona perché uno si allena a stare con quello che c’è. Non è una pillolina, quindi una medicina che tu mandi giù per cacciare via qualcosa che non ti piace. Lo ripeto: qui sta la chiave. La meditazione non è una pillolina che mandi giù per cacciare via qualcosa che non ti piace.

La meditazione, soprattutto quella di cui abbiamo parlato fino adesso, cioè la mindfulness, la vipassana, la meditazione di consapevolezza, ha senso se io sono consapevole di quello che c’è.

Se io ho fretta di cacciare quello che c’è cercando quello che vorrei che ci fosse, totalmente diverso da quello che c’è – per esempio, adesso c’è un dolore e io non voglio il dolore e lo voglio cacciare via – mi infilo ancora di più nel dolore, tra l’altro; quindi, approcciata così, manco funzionerebbe la meditazione.

Se invece parto da quello che c’è e cerco di ricentrarmi nonostante quello che c’è, e mi ricentro anche stando con quello che c’è, ecco che io sto meditando e i benefici arrivano. Lo ripeto, riportandolo al caso di prima: dolore acutissimo. Tra l’altro, mi ero… mi avevano operato alla schiena. Ho subito cinque interventi alla schiena e, infatti, adesso sono sulla sesta rotella per questo.

Come la meditazione aiuta nel dolore (esempio personale)

Ma il primissimo intervento, quindi già parlando di qualche anno fa, è stato per me dolorosissimo. Ho sofferto per tanti giorni dopo l’operazione e mi era stato detto: “Guarda, ti abbiamo reciso i muscoli, eh, attenzione a non contrarli, perché più li contrai e più ti fanno male.” Ora, che cosa succede quando tu hai un dolore muscolare? Tendiamo a contrarre ancora di più i muscoli, è un istinto, ti viene spontaneo. Quindi io dovevo ricentrarmi per rilassarmi.

La meditazione mi aiutava a ricentrarmi, rilassare i muscoli e almeno non aumentare il dolore già presente. Molte volte funzionava; altre volte ero talmente preso dal dolore che non ce la facevo a ricentrarmi, nonostante insegnassi già meditazione ed ero già esperto.

Attenzione: molti fanatici della meditazione non prendono antidolorifici, non prendono nulla. Io, invece, non sono uno di questi, perché se la mente è troppo persa nel dolore e ha anche mal di testa, a quel punto prendo una dose magari piccola di antidolorifico per ritrovare le energie che mi aiutano a meditare e a rilassarmi, evitando che il dolore incrementi il malessere.

Il messaggio finale: usare la meditazione con consapevolezza

Spero che questo esempio personale serva a far capire il meccanismo: talvolta, riportata alla vita di tutti i giorni, questi concetti non sono più astratti, ma diventano preziosi, importanti.

Quindi io tendo a dire: non usate la meditazione come medicina intesa come pillolina che risolve tutto. Non lo fate.

La meditazione può risolvere tante cose, a patto che non venga usata come pillolina per cacciare via qualcosa che non vorreste che ci fosse. Ok?

È umano non desiderare stare male, ma certe volte certi dolori vanno comunque attraversati. Non è che la pillolina, l’antidolorifico, risolvesse il problema; se oltre a togliere dolore avesse anche accelerato la guarigione, l’avrei preso più volentieri.

Ma, essendo solo per il sintomo, cerco di starci nella misura in cui ci riesco, senza esagerare, senza farmi del male; perché, se divento pazzo per il dolore, non sono più presente a me stesso e vanifico tutto.

Quindi, ok: la meditazione come medicina può funzionare, ma io metto in guardia soprattutto i principianti dall’uso della meditazione come medicina.

Cioè, se non conosci la meditazione e hai un male, vai da un medico, prenditi quello che il medico ti dice, a meno che tu non abbia una formazione specifica.

Mi è venuto in mente che un amico, senza fare nomi, che ha comunque una formazione da medico e non ama prendere psicofarmaci o pasticche varie; quindi èricorso alla meditazione, ma essendo medico sapeva bene cosa stava facendo. Ci tengo a dirlo.

Ok. Però, ecco, in sintesi: ho già spiegato in che modo la meditazione può essere usata in campo medico e come, effettivamente, può aiutare, ma metto in guardia dall’uso della meditazione come pillolina per risolvere ogni cosa.

Guarda il Video – la meditazione come medicina

 

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