La locanda di Rumi
Oggi voglio presentarti un bellissimo, breve poema di Rumi che si chiama La locanda. Mi piacerebbe prima fartela conoscere e poi commentarlo insieme…
scopri:
- E se ogni evento fosse un messaggio dall’aldilà?
- Cosa succede se inizi a vedere la vita come un messaggio?
- Il significato profondo del poema “La locanda” di Rumi
- Cosa succede quando smetti di combattere i tuoi pensieri?
- Come trasformare caos e sofferenza in consapevolezza
- L’equanimità spiegata in modo semplice (anche per chi non medita)
- Cosa significa davvero “osservare senza reagire” nella meditazione
- Perché nella Vipassana tutto è da accogliere, anche ciò che fa male
- Le “disgrazie” hanno uno scopo spirituale?
- Accettare tutto: rassegnazione o vera libertà?
clicca qui per andare alla versione video (se disponibile) o continua la lettura
Il poema
La Locanda di Jalal al Din Rumi
L’essere umano è una locanda,
ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.Una gioia, una depressione, una meschinità,
qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto,
come un visitatore inatteso.Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti!
Anche se è una folla di dispiaceri
che devasta violenta la casa
spogliandola di tutto il mobilio,lo stesso, tratta ogni ospite con onore:
potrebbe darsi che ti stia liberando
in vista di nuovi piaceri.Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia,
vai incontro sulla porta ridendo,
e invitali a entrare.Sii grato per tutto quel che arriva,
perché ogni cosa è stata mandata
come guida dell’aldilà.
altra traduzione (la mia preferita)
E’ come una locanda l’essere umano
ogni mattina, qualcuno che arriva.
Gioia, tristezza, squallore,
rapidi e fuggevoli si presentano alla coscienza,
visitatori inattesi.
Accoglili di buon grado!
Anche se una folla di afflizioni
Irrompe impetuosa nella tua casa
Spazzando via ogni arredo,
onora ogni ospite.
Forse ti sta ripulendo
Per prepararti a un piacere nuovo.
Pensieri cupi, vergogna, risentimenti:
apri loro la tua porta ridendo,
invitali a entrare.
Ringrazia chiunque si presenti,
perché è una guida
che ti è stata mandata da lontano.
Il significato: accogliere tutto ciò che arriva
Bello, bellissimo. Come vedi si parla di tanti temi: dell’al di là, di un messaggio che arriva in qualche modo da oltre, di un destino che non sappiamo interpretare fino in fondo.
Una disgrazia, per esempio, a cosa serve? Non lo sappiamo. Magari è davvero un messaggero che ci ricorda qualcosa, forse il compito per cui siamo venuti sulla terra. Chissà. Non possiamo saperlo.
Proprio per questo ha senso accogliere ciò che arriva. Questo è uno degli aspetti fondamentali del poema.
La locanda e la meditazione
Il resto degli aspetti riguarda più da vicino la meditazione. Se mediti, ti sarai accorto che i pensieri si susseguono proprio come gli ospiti della locanda: ne arriva di ogni tipo.
Arrivano emozioni, stati d’animo, distrazioni, ma anche momenti di consapevolezza, ogni tanto. E il punto è accoglierli tutti allo stesso modo.
Alcuni sono piacevoli, altri devastano, fanno rumore, creano disagio. Ma sono comunque elementi di cui essere grati.
Consapevolezza e accoglienza
La consapevolezza è fatta proprio di questo: accoglienza. Comprensione di quello che c’è, che parte dall’accettare quello che c’è.
Perché se non accogliamo ciò che emerge, non possiamo conoscerlo. Se ci affrettiamo a cacciarlo via, lo rifiutiamo senza capirlo.
Invece dobbiamo invitarlo a entrare, lasciarlo manifestare, così da poterlo osservare davvero. Solo così possiamo conoscere noi stessi, i nostri meccanismi, il nostro modo di funzionare nel mondo.
E da qui nasce anche la gratitudine.
L’equanimità nella meditazione
Una delle qualità fondamentali, infatti, è l’equanimità. È una qualità centrale anche nella meditazione Vipassana.
Equanimità significa non essere sbilanciati: non attaccarsi troppo a ciò che è piacevole e non respingere ciò che è spiacevole. Significa accogliere entrambi allo stesso modo.
Questa qualità è profondamente presente nella Vipassana, ma esiste anche come pratica specifica chiamata Upekkha.
Upekkha e le quattro dimore sublimi
Questa pratica si chiama Upekkha, un termine in lingua pali usato dal Buddha. È strettamente collegata ad altre pratiche come la Metta, la gentilezza amorevole, quella del “che io sia felice e che tu sia felice”.
Upekkha fa parte delle quattro dimore sublimi, quattro stati mentali elevati che aiutano ad aprire il cuore:
- la gentilezza amorevole (Metta)
- la compassione
- la gioia compartecipe
- l’equanimità
Sono tutte pratiche che possono essere coltivate anche separatamente, ma che si integrano perfettamente con la Vipassana.
La locanda dentro l’esperienza diretta
Questo poema di Rumi non resta solo poesia. Diventa esperienza diretta.
Nella pratica della meditazione, ci si ritrova davvero a vivere questa “locanda”: pensieri, emozioni, stati d’animo che entrano ed escono continuamente.
E il lavoro sta tutto lì: accoglierli, osservarli, restare presenti. Trattare ogni ospite con rispetto.
Perché, in fondo, ogni cosa che arriva potrebbe essere una guida.
Guarda il Video – La mente come La Locanda di Rumi
qui trovi il corso base di meditazione vipassana:
www.comemeditare.it/vipassana
qui trovi il corso avanzato di consapevolezza:
www.comemeditare.it/corsoavanzato
qui trovi il corso “meditazione per indaffarati” 7 minuti al giorno per una vita serena e consapevole
www.meditazioneperindaffarati.it
Sostieni il Blog e fai una donazione
anche un “caffè” o una “pizza” possono esser di aiuto
Trovi la Pratica dell’equanimità o equilibrio (Upekkha) nel corso sulle 4 Dimore Sublimi:
https://comemeditare.it/corsi/4dimore-presentazione/
torna alla Homepage per istruzioni semplici su come meditare:
https://comemeditare.it/


