La meditazione e la leggerezza
Noi occidentali siamo talmente abituati a impegnarci a meditare, come dire, a fare la meditazione, quindi a occuparci di farla bene. Ci concentriamo con uno sforzo incredibile nel praticare la meditazione, tanto che talvolta ci dimentichiamo che dovrebbe essere una pratica leggera..
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È sicuramente una pratica che alleggerisce, ma riconosco anch’io che certe volte sono lì concentrato, a cercare di farla bene, e mi dimentico che lo scopo principale è essere leggeri e affrontare la meditazione con maggiore leggerezza.
L’episodio del maestro
A aiutarmi in questo mi viene in mente un episodio raccontato dal mio maestro: il maestro del maestro del mio maestro si chiama Ajahn Chah, ed era uno stimatissimo maestro thailandese, molto amato, molto rispettato, che ha lasciato il corpo qualche decennio fa.
Ajahn Chah fu una volta invitato a un centro buddista in America e osservò tutti questi laici concentrati nella pratica della meditazione camminata.
La meditazione camminata
La meditazione camminata è una pratica molto piacevole che si svolge camminando; in questo caso l’attenzione non è tanto rivolta al respiro, come quando siamo seduti, ma piuttosto al movimento delle gambe e dei piedi, quindi alle sensazioni che derivano dalla pianta dei piedi e dalle gambe in generale. Io stesso mi rendo conto che talvolta, praticando questa meditazione, ero concentrato, attento, probabilmente con un’espressione seria, anche se non potevo vederla.
La serietà dei praticanti occidentali
Noi occidentali, soprattutto, siamo lì tutti concentrati, pensando “Oddio, il piede lo faccio bene? Non lo faccio bene? Cosa sento? Cosa non sento?” Tutti seri, serissimi.
E c’era Ajahn Chah che si avvicinava a questi praticanti e diceva: “Guarisci, guarisci”. Io trovo questa cosa molto buffa: come se uno stesse male proprio perché concentrato nella meditazione camminata.
Concentrazione e leggerezza
È vero che la meditazione, soprattutto la vipassana, parte dalla samatha, che letteralmente significa concentrazione, ma non va intesa come uno sforzo.
Spesso diamo alla parola “concentrazione” un’enfasi di sforzo, mentre in realtà è una forma di raccoglimento: la concentrazione consiste nel non disperdere l’attenzione, ma nel focalizzarla, non con fatica, ma con presenza.
È comprensibile che un praticante inesperto o all’inizio tenti ancora di capire cosa deve fare. In realtà, si tratta di alleggerirsi dal carico dei pensieri, e alleggerendo la mente la leggerezza sorge spontanea.
La leggerezza nella pratica
La meditazione è dunque una pratica di leggerezza, e vale la pena ricordarselo di tanto in tanto.
Spero che questo stesso video abbia messo un sorriso, se non altro, sul volto di qualche praticante che, come me, si riconosce in queste meditazioni tanto impegnative, ma che in realtà possono essere molto leggere, aiutandoci a alleggerire la vita.
Guarda il Video – Leggerezza in meditazione
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Prego Frank, sto bene, da paraplegico ormai, ma bene. Grazie dell’interessamento 🙏
Grazie di tutto Claudio!
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