La coscienza oltre la mente discorsiva
Un abbonato al Come Meditare Coaching domanda:
C’è differenza fra lo stato naturale della mente e la coscienza che rinasce secondo il buddismo?
Eh sì e no. Cioè sì, sì. Spesso con la parola mente intendiamo tante cose diverse.
Talvolta intendiamo la coscienza, talvolta intendiamo quella mente biricchina a cui siamo fin troppo abituati, che mente, “la mente che mente”, cioè quella che ci racconta un sacco di frottole, che pensa al domani: e se mi succedesse questo? e se mi succedesse quest’altro? Che è spesso motivo di agitazione, di ansie, di preoccupazione..
..perché questa mente birichina è veramente una mente disorientante, veramente fastidiosa, ed è quella a cui siamo fin troppo abituati, tanto che ci viene un po’ naturale pensare che sia quella la mente..
ma lo stato naturale della mente è ben diverso..
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La nostra natura è silenziosa, è vasta, è infinita e la ritroviamo spontaneamente, come dicevo, in alcuni momenti. Ad esempio, un esempio che mi piace fare spesso perché è facile dire che la ritroviamo durante la meditazione. In effetti, in alcuni momenti mentre siamo assorti in meditazione, in alcuni momenti di alcune meditazioni, la possiamo ritrovare, ma la troviamo anche quando siamo persi in un bellissimo tramonto.
Ecco, non voglio dare l’idea che la troviamo solo meditando, anche perché rischio di dare un’idea sbagliata della meditazione. La meditazione non è stare in quello stato. Magari c’è chi ci riesce a stare a lungo in quello stato, ma la maggioranza di noi lo perde costantemente, continuando ad accorgersi di questo chiacchiericcio mentale.
Tuttavia in meditazione ci accorgiamo almeno, ogni tanto, che la mente vaga e quindi faticosamente riportiamo la nostra attenzione, per esempio, al respiro.
Ecco, già il fatto di accorgerci di quel chiacchiericcio vuol dire che per un attimo lo abbiamo interrotto, e quell’attimo è stato un passaggio nella mente calma, nella mente silenziosa. Anche se non ce ne rendiamo conto pienamente, quella qualità è già presente.
L’esperienza diretta dello stato naturale
La percezione più chiara la abbiamo in altri momenti: durante un tramonto, oppure quando siamo completamente assorbiti in un’esperienza semplice ma totale, in cui non c’è più separazione tra osservatore e osservato. In quei momenti c’è pace, serenità, silenzio.
L’idea di “io” e i cinque aggregati
La coscienza che rinasce secondo il buddismo è quella che ci fa dire: “Io sono Claudio”, per esempio. Io sono qui, sono Claudio, sono seduto in questo momento, tranquillo, e sono io. Ognuno naturalmente inserisce il proprio nome.
Ma come nasce questa idea di sé? Nasce già dal fatto che abbiamo un corpo, una pelle che ci delimita, e attraverso i sensi entriamo in contatto con il mondo, percependolo come separato da noi.
I buddisti parlano dei cinque aggregati. Uno è la coscienza, ma insieme agli altri quattro contribuisce alla formazione dell’idea di “io”. Il primo è il corpo, che ci fa sentire separati dal mondo. Poi ci sono gli organi di senso, come la vista: guardo una bottiglia e riconosco una bottiglia.
Dopo il contatto sensoriale nasce la sensazione: se la bottiglia mi piace è piacevole, se non mi piace è sgradevole, se mi è indifferente nasce noia o apatia. Da qui si sviluppano ulteriori processi mentali che costruiscono la nostra esperienza del mondo.
Tutto questo contribuisce a creare un’idea di sé, una coscienza che si riconosce come “io”.
La coscienza e il processo di rinascita
Questa coscienza rinasce. Non nel senso che sia qualcosa di statico: nasce da una mente che non è completamente pura, anche se una dimensione pura sta alla base di tutto.
La coscienza si rinnova continuamente perché porta con sé tracce di esperienza, di identità, di vissuti. Anche quando un individuo muore, questa continuità di coscienza, secondo questa visione, non si interrompe semplicemente, ma tende a riorganizzarsi, a cercare una nuova forma di esperienza.
Questa coscienza persiste al di là del corpo e degli organi di senso e tende a cercare nuove condizioni per manifestarsi.
La differenza fondamentale è tra una coscienza costruita dalla mente discorsiva, fatta di separazione e identificazione, e uno stato più profondo, puro, che precede ogni costruzione mentale.
La natura della coscienza oltre l’identità
Il nostro amico chiede se allora a rinascere sarebbe l’identità ordinaria. La risposta è sì.
Anche Claudio, come esempio, a un certo punto muore, ma per un attimo la coscienza si dissolve, si fonde con qualcosa di più vasto. Questo accade anche nella vita quotidiana: al tramonto, o nei momenti di totale presenza.
In questi stati non c’è più un “io” separato, ma semplicemente un essere (inteso come verbo), un esistere senza un vero io.
Il processo dopo la morte e la continuità dell’esperienza
Quando si muore, secondo questa visione, si attraversa una fase di luce, di fusione con una realtà più ampia. Ma non essendo abituati a questa condizione senza identità, la coscienza tende a riformare un senso di sé.
Così si rielabora ciò che si è stati, come un sogno che continua a riverberare la vita vissuta.
Rinascita e stati dell’esistenza
In base a desideri, attaccamenti e stati mentali, questa tendenza può portare a diverse forme di rinascita, non necessariamente umane. Più è forte l’attaccamento, più forte è il movimento verso nuove esperienze.
Più invece c’è consapevolezza, meno c’è urgenza di rinascita e maggiore è la possibilità di rimanere in uno stato di apertura e di unità.
Quanto più si è evoluti, tanto più si comprende ciò che si è davvero, e meno si è spinti a ricostruire continuamente un’identità.
Chi ha praticato e sviluppato consapevolezza nella vita ha maggiore capacità di rimanere in uno stato di presenza profonda, in relazione con ciò che viene chiamato assoluto.
Il punto centrale è proprio questo: la distinzione tra la mente che costruisce continuamente storie su sé stessa e uno stato più originario, silenzioso, che rimane sempre sullo sfondo.

Guarda il Video – Lo stato naturale della mente e il mistero dell’aldilà
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Grazie mille Claudio! Sempre utili e interessanti i tuoi chiarimenti! Omshanti 🙏
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