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	<title>Come Meditare</title>
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	<title>Come Meditare</title>
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		<title>Perché la mente ha paura del silenzio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 09:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meditazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un abbonato al Come Meditare Coaching domanda: Perché la mente ha paura del silenzio. E questa è è una cosa molto molto interessante. Perché si ha paura del silenzio? Eppure nel silenzio accadono i miracoli&#8230; questo video è stato estrapolato da una sessione del Come Meditare Coaching qui trovi maggiori informazioni su questo servizio di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Un abbonato al <a href="https://comemeditare.it/proposta/"><em>Come Meditare Coaching</em></a> domanda:</p>
<p>Perché la mente ha paura del silenzio.</p></blockquote>
<p>E questa è è una cosa molto molto interessante. Perché si ha paura del silenzio? Eppure nel silenzio accadono i miracoli&#8230;</p>
<p><strong><em>questo video è stato estrapolato da una sessione del </em></strong><a href="https://comemeditare.it/proposta/"><em>Come Meditare Coaching</em></a><em> qui trovi maggiori informazioni su questo servizio di sostegno nel tempo: </em><a href="http://www.comemeditarecoaching.it"><em>http://www.comemeditarecoaching.it</em></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: 14pt;"><a href="#video"><em>clicca qui per andare alla versione video</em></a><em> (se disponibile) o continua la lettura</em></span></strong></p>
<p><span id="more-38624"></span></p>
<p data-start="285" data-end="496">Nella <strong>meditazione cerchiamo il silenzio proprio per fare emergere qualcosa che altrimenti viene sopito.</strong> La mente tende -ed entriamo nel vivo della risposta- <strong>la mente tende per sua natura a prevenire i pericoli.</strong></p>
<h2 data-section-id="ig0kvf" data-start="498" data-end="536">I potenziali pericoli della mente</h2>
<p data-start="537" data-end="1044">Quindi, quando c&#8217;è silenzio o quando c&#8217;è un vuoto, <strong>sale il bisogno di riempire dei potenziali pericoli.</strong> Attenzione, dei potenziali pericoli, non dei pericoli reali. Il pericolo reale è quello che hai davanti a te.</p>
<p data-start="537" data-end="1044">Il pericolo potenziale non è realistico, può <strong>forse</strong> essere anche realistico, ma non lo è non c&#8217;è davanti a noi.</p>
<p data-start="537" data-end="1044"><strong>È come dire: <em>se mi succede una cosa voglio essere preparato</em></strong> e quindi la nostra mente per sua natura, un po&#8217; <strong>per la protezione proprio della specie tende a fare questo lavoro.</strong></p>
<h2 data-section-id="9mkqxn" data-start="1046" data-end="1083">La mente prolifica e il silenzio</h2>
<p data-start="1084" data-end="1765"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-38629 " src="https://comemeditare.it/wp-content/uploads/PauraDelSilenziowww.ComeMeditare.it_.png" alt="" width="405" height="270" srcset="https://comemeditare.it/wp-content/uploads/PauraDelSilenziowww.ComeMeditare.it_.png 1536w, https://comemeditare.it/wp-content/uploads/PauraDelSilenziowww.ComeMeditare.it_-768x512.png 768w" sizes="(max-width: 405px) 100vw, 405px" />Il nostro problema da esseri umani è che abbiamo <strong>una mente molto prolifica, una mente ordinaria</strong>, una mente ordinara che tende proprio per sua natura ad essere compulsiva e preoccuparsi;</p>
<p data-start="1084" data-end="1765">attenzione non lo stato naturale della mente che è tutt&#8217;altra cosa, lo stato naturale della mente sarebbe proprio silenzioso, ma noi abbiamo una mente molto prolifica, quella a cui siamo abituati ed è normale in questo senso proprio perché è quella consueta, è ahimè una mente molto occupata a prevenire problemi, a occuparsi di tante cose.</p>
<p data-start="1084" data-end="1765">È difficile per questo tipo di mente stare nel silenzio proprio perché per sua natura tende a riempire i silenzi.</p>
<h2 data-section-id="1npaw7m" data-start="1767" data-end="1797">Il bisogno di distrazione</h2>
<p data-start="1798" data-end="2284">Conosco moltissime persone, ricordo che ormai tanti anni fa succedeva anche a me, che la prima cosa che fanno quando arrivano in casa è riempire il silenzio accendendo una TV. una TV che magari non la si ascolta neanche, ma è la prima cosa che andiamo a fare.</p>
<p data-start="1798" data-end="2284">Cerchiamo di sentire, di avere qualcosa che nel caso ci distrae, quindi impedisce a questa mente prolifica di creare situazioni ansiogene <strong>perché diciamolo, se io devo prevenire un problema, questo problema lo devo immaginare.</strong></p>
<h2 data-section-id="1wp22p" data-start="2286" data-end="2319">L’immaginazione dei pericoli</h2>
<p data-start="2320" data-end="2741">Se io devo prevenire che un autobus mi si schianta contro, io devo immaginare questo autobus mi si schianta contro normalmente. Quindi la mente che cosa fa? Comincia a pensare e se alvoro succede questo?</p>
<p data-start="2320" data-end="2741">E se a un certo punto quella persona mi dice quella cosa? E se e se tutte cose possibili, ma non dette.</p>
<blockquote>
<p data-start="2320" data-end="2741">diceva Mark Twain, &#8220;Ho passato una vita a preoccuparmi di tante cose che poi alla fine non si sono realizzate.&#8221;</p>
</blockquote>
<p data-start="2780" data-end="3008">Ecco, la nostra mente tende a fare proprio questo. Ripeto, è un meccanismo da una parte anche funzionale perché prevenire potenziali problemi ha una sua funzione, ma è tutto un potenziale problema nel silenzio del della mente.</p>
<h2 data-section-id="phsfho" data-start="3010" data-end="3050">La meditazione e la scimmia mentale</h2>
<p data-start="3051" data-end="3691"><strong>Il meditante che cosa fa? Il meditante comincia a discernere, comincia ad abituarsi a stare nel silenzio,</strong> comincia a riconoscere come questa mente è come se fosse una scimmia impazzita che salta di ramo in ramo e quindi trova una quiete dietro il chiacchiericcio della mente.</p>
<p data-start="3051" data-end="3691">Riesce ad acchetare in parte questa mente. Poi, lo sappiamo, in meditazione i pensieri comunque sorgono lo stesso, si accavallano comunque, ma <strong>abbiamo la possibilità intanto ogni tanto di trovare un pochino di spazi di silenzio</strong>, anche se attimi di silenzio, e abituarci a questo silenzio e a vedere che in realtà questo silenzio può portare tantissimi benefici.</p>
<h2 data-section-id="8o3681" data-start="3693" data-end="3729">La mente e i problemi ipotetici</h2>
<p data-start="3730" data-end="4350">Torniamo alla risoluzione dei problemi. Dicevo che questa mente che chiacchiera tanto ci allena a cercare soluzioni di problemi che ancora non si sono creati.</p>
<p data-start="3730" data-end="4350">Qualora si creassero ci può veramente essere di aiuto il fatto che abbiamo lasciato la mente vagare in questo modo a cercare soluzioni ai problemi. Sì e no.</p>
<p data-start="3730" data-end="4350"><strong>Il più delle volte no.</strong> Perché no? Perché queste soluzioni non sono soluzioni vere e proprie, sono soluzione di cose ipotetiche che <strong>magari quando si dovessero manifestare si manifestano in tutt&#8217;altro modo</strong> rispetto a quelle che abbiamo immaginato e quindi non abbiamo la soluzione per quella modalità là.</p>
<h2 data-section-id="9cgxqf" data-start="4352" data-end="4377">L’agitazione mentale</h2>
<p data-start="4378" data-end="4836">Non solo, ma soprattutto ci hanno agitato. E quell&#8217;agitazione non ci fa avere una mente lucida nel momento in cui questo problema, qualora mai si verificasse, eh qualora mai si verificasse e quindi <strong>non abbiamo la mente lucida per affrontarlo perché ci siamo preoccupati</strong>, preoccupati di una cosa e quindi quando si verifica non riusciamo più a occuparcene con una tranquillità mentale, con una mente lucida, proprio perché offuscata da tante preoccupazioni.</p>
<p data-start="5382" data-end="5770"><strong>Meditare ci aiuta tantissimo a occuparci di quello che c&#8217;è veramente</strong> e non di quello che potrebbe esserci e anche a lasciare che questa mente che tende a fare questa scimmia ogni tanto divaghi, cioè cominciamo a non identificarci più con questa mente ordinaria da scimmia impazzita, ma cominciamo a vederne i meccanismi, a prenderci cura di questa scimmia, quasi anche volergli bene.</p>
<h2 data-section-id="1vtyp2c" data-start="5772" data-end="5814">La piccola magia della consapevolezza</h2>
<p data-start="5815" data-end="6415">Perché è una parte di noi, è una parte anche funzionale, come abbiamo detto, ma facendo così succede una piccola magia: <strong>riusciamo sempre più,</strong> non dico che ci riesce dall&#8217;oggi al domani, è difficilissimo anche per me dopo decenni di meditazione, però riusciamo ogni tanto <strong>a far silenziare questa mente, a tranquillizzarci ed avere una lucidità mentale, una base quantomeno;</strong></p>
<p data-start="5815" data-end="6415">ecco, se non una mente saldamente nel qui e ora, saldamente tranquilla nel qui e ora, <strong>assai tranquilla da saper distinguere quando non lo siamo</strong>, quando la mente vaga inutilmente e <strong>a riportarci il più possibile nell&#8217;adesso.</strong></p>
<h2 data-section-id="hkfu5y" data-start="6417" data-end="6443">La mente nel presente</h2>
<p data-start="6444" data-end="6782">è una mente così <strong>più</strong> serena, più silenziosa, <strong>più</strong> in grado di affrontare veramente i problemi, quindi, come dicevo prima, di poterci occupare di un eventuale problema nel momento, attenzione, nel momento in cui si sta verificando, non se mi passa un autobus, ma quando c&#8217;è l&#8217;autobus sapere cosa fare, avere la mente lucida per scansarsi.</p>
<h2 data-section-id="buyd5c" data-start="6784" data-end="6811">Realtà e immaginazione</h2>
<p data-start="6812" data-end="7132">Ok? Se.. <em>quando</em> non se.. <em>quando</em> &#8220;quella persona mi dice quella cosa&#8221;, <strong>saprò cosa dire semplicemente perché sono abbastanza centrato</strong> da capire quali sono le mie risorse in quel momento, cosa sta succedendo veramente in quel momento, non perché l&#8217;ho fantasticato e a trovare la soluzione più idonea per quel momento.</p>
<h2 data-section-id="1onpqbq" data-start="7134" data-end="7178">Il limite dell’immaginazione preventiva</h2>
<p data-start="7179" data-end="7549">C&#8217;è anche il rischio, se ho fantasticato prima, di dirgli una fantasia rispetto a qualcosa che in realtà si presenta in modo leggermente diverso, eh, perché se quella persona mi dice una cosa diversa, simile a quello che ho immaginato, ma comunque diversa, dovrò rispondere in base a quello che veramente mi ha detto e non in base a quello che eh avevo immaginato, no?</p>
<h2 data-section-id="1wexwdv" data-start="7551" data-end="7586">Conclusione: silenzio e realtà</h2>
<p data-start="7587" data-end="8646" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong>Quindi immaginare</strong> prima il più delle volte, non dico sempre, ma<strong> il più delle volte non serve</strong>. Serve invece avere quanto più possibile una mente lucida per affrontare i problemi nel momento in cui questi si dovessero verificare.</p>
<p data-start="7587" data-end="8646" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Ecco quindi eh la risposta perché la mente ha paura del silenzio. La mente ordinaria ha paura del silenzio perché non ci sa stare. Ma lo stato naturale della nostra mente in realtà è uno stato pacifico che possiamo ritrovare anche grazie alla meditazione e così occuparci veramente delle cose così come sono.</p>
<p data-start="7587" data-end="8646" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il resto è fantasia. Eh, <strong>preoccuparci significa anticipare un problema che non c&#8217;è</strong> e quindi fantasticare su questo problema. È fantasia.</p>
<p data-start="7587" data-end="8646" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Occuparci di quello che è è realtà perché è quello che c&#8217;è. Talvolta la differenza che è sottile per come viene percepita tra quello che è fantasia e quello che è reale.</p>
<p data-start="7587" data-end="8646" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Molte volte, soprattutto una persona ansiosa tende a confondere quello che potrebbe esserci con quello che c&#8217;è veramente. Questa confusione crea l&#8217;ansia. <strong>Stare con quello che c&#8217;è ci aiuta a ritrovare la quiete.</strong></p>
<h2><a id="video"></a>Guarda il Video – Perché la mente ha paura del silenzio</h2>
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		<title>NDE di Emila: ero diventata Amore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 18:25:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[VitaOltre]]></category>
		<category><![CDATA[NDE - Esperienze di Pre-Morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dedicato a chi vuole indagare il mondo dell&#8217; Al di Là NDE di Emilia: &#8220;ero diventata Amore&#8221; “Ero diventata amore”: il racconto di Emilia e la sua esperienza di pre-morte le NDE (esperienze di premorte) sono esperienze -appunto- che, anche a distanza di decenni, restano impresse nella memoria con una nitidezza sorprendente. Non sbiadiscono, non [&#8230;]</p>
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					<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">Dedicato a chi vuole indagare il mondo dell' Al di Là</p>				</div>
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					<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">NDE di Emilia: "ero diventata Amore"
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									<h2 data-section-id="1jq7w7b" data-start="95" data-end="175">“Ero diventata amore”: il racconto di Emilia e la sua esperienza di pre-morte</h2><p data-start="177" data-end="583">le NDE (esperienze di premorte) sono esperienze -appunto- che, anche a distanza di decenni, <strong>restano impresse nella memoria con una nitidezza sorprendente.</strong> Non sbiadiscono, non si confondono con altri ricordi, non perdono intensità. Rimangono lì, vive,<strong> come se fossero accadute il giorno prima.</strong></p><p data-start="177" data-end="583">È così che Emilia, oggi settantatreenne, descrive la sua esperienza di pre-morte (NDE), vissuta oltre quarant’anni fa durante un intervento chirurgico..</p><p align="center"><em><strong><a href="#video">clicca qui per andare al video</a> o continua la lettura introduttiva</strong></em></p><p></p><p></p></div></div></div></div></div></section></div></div></div></section></div> <a href="https://comemeditare.it/vita-oltre/nde-di-emila-ero-diventata-amore/#more-38591" class="more-link elementor-more-link"><span aria-label="Continua a leggere NDE di Emila: ero diventata Amore">(altro&hellip;)</span></a><p>L'articolo <a href="https://comemeditare.it/vita-oltre/nde-di-emila-ero-diventata-amore/">NDE di Emila: ero diventata Amore</a> proviene da <a href="https://comemeditare.it">Come Meditare</a>.</p>
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		<title>Vipassana: la meditazione che elimina la sofferenza alla radice e la doppia freccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 17:45:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meditazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sofferenza fa parte della vita, ma ciò che davvero ci ferisce non è il dolore stesso, bensì il modo in cui reagiamo. Questo video</p>
<p>L'articolo <a href="https://comemeditare.it/meditazione/vipassana-la-meditazione-che-elimina-la-sofferenza-alla-radice-e-la-doppia-freccia/">Vipassana: la meditazione che elimina la sofferenza alla radice e la doppia freccia</a> proviene da <a href="https://comemeditare.it">Come Meditare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="85" data-end="410">La sofferenza fa parte della vita, ma ciò che davvero ci ferisce non è il dolore stesso, bensì il modo in cui reagiamo. <a href="#video">Questo video</a> svela come la seconda freccia, quella che ci infliggiamo da soli, sia la vera causa della nostra sofferenza e come la consapevolezza possa trasformarla in uno strumento di crescita e serenità.</p>
<p data-section-id="1jwvhkq" data-start="417" data-end="446">scopri:</p>
<ul data-start="448" data-end="1077">
<li data-section-id="1lkh35q" data-start="448" data-end="523">Scopri la differenza tra dolore inevitabile e sofferenza auto-inflitta.</li>
<li data-section-id="187tt84" data-start="524" data-end="604">Impara cosa sono <strong data-start="543" data-end="555">Eustress</strong> e <strong data-start="558" data-end="570">Distress</strong> e come influenzano la tua vita.</li>
<li data-section-id="1guyxb" data-start="605" data-end="676">Comprendi la “seconda freccia” e perché è più dolorosa della prima.</li>
<li data-section-id="khnbjm" data-start="677" data-end="749">Acquisisci il potere di reagire in modo costruttivo alle difficoltà.</li>
<li data-section-id="3j1evn" data-start="750" data-end="827">Tecniche pratiche per smettere di lamentarsi e ritrovare gioia immediata.</li>
<li data-section-id="bwb5pg" data-start="828" data-end="901">Il Dalai Lama insegna: ci possono togliere tutto, ma non la felicità.</li>
<li data-section-id="1j4t3c" data-start="902" data-end="995">Scopri perché la <strong data-start="921" data-end="934">Vipassana</strong> è la meditazione più potente per affrontare la sofferenza.</li>
<li data-section-id="1a42bna" data-start="996" data-end="1077">Come la consapevolezza trasforma i pensieri dolorosi e lascia andare il dolore.</li>
</ul>
<p><strong><em>questo video è stato estrapolato da una sessione del </em></strong><a href="https://comemeditare.it/proposta/"><em>Come Meditare Coaching</em></a><em> qui trovi maggiori informazioni su questo servizio di sostegno nel tempo: </em><a href="http://www.comemeditarecoaching.it"><em>http://www.comemeditarecoaching.it</em></a></p>
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<p><span id="more-38581"></span></p>
<h2 data-section-id="10x4f4p" data-start="125" data-end="153">La sofferenza inevitabile</h2>
<p data-start="155" data-end="656"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-38583" src="https://comemeditare.it/wp-content/uploads/la_seconda_fa_piu_male_300px_compressed.jpg" alt="la seconda freccia" width="450" height="300" />Quella della doppia freccia è una storiella che raccontava Buddha per far capire <strong>a cosa è legata veramente la sofferenza.</strong> C’è un dolore, un dolore inevitabile, proprio quello che la vita ci offre. La vita è fatta di alti e bassi ed è inevitabile: noi ci ammaliamo, invecchiamo, moriamo.</p>
<p data-start="155" data-end="656">Tutte queste cose fanno parte del pacchetto vita. Non possiamo far finta che non esistano. Queste cose esistono, però <strong>possiamo evitare di addolorarci per questo, cioè la sofferenza non è nell’episodio in sé, ma nel modo in cui lo affrontiamo.</strong></p>
<h2 data-section-id="ft301s" data-start="658" data-end="679">Come funziona lo stress e la seconda freccia</h2>
<p data-start="681" data-end="1231">Chi ha studiato lo stress lo sa benissimo: lo stress deriva dal modo in cui reagiamo a un elemento stressante. Se reagiamo in modo costruttivo, impariamo qualcosa di nuovo e lo stress diventa uno stimolo interessante.</p>
<p data-start="681" data-end="1231">Questo stress positivo si chiama <strong data-start="932" data-end="944">Eustress</strong>, ed è estremamente piacevole e stimolante. Al contrario, il <strong data-start="1005" data-end="1017">Distress</strong>, lo stress negativo, ci fa stare male, prolungando il malessere perché rifiutiamo l’esperienza che la vita ci sta offrendo. <strong>La seconda freccia è molto più dolorosa della prima: è quella che ci infliggiamo da soli.</strong></p>
<h2 data-section-id="zpu60k" data-start="1233" data-end="1268">La responsabilità della reazione</h2>
<p data-start="1270" data-end="1761">La vita può essere generosa di frecce dolorose o elementi stressanti, ma il modo in cui reagiamo dipende da noi.</p>
<p data-start="1270" data-end="1761"><strong>Questo è un buon segnale: gran parte della nostra sofferenza può essere ridotta perché possiamo riappropriarci della nostra responsabilità.</strong></p>
<p data-start="1270" data-end="1761">Smettere di dare la colpa al mondo e osservare come reagiamo ci permette di superare più velocemente le difficoltà. Finché la colpa è all’esterno, non possiamo fare nulla; quando ci rendiamo conto che c&#8217;è qualcosa che dipende da noi, possiamo intervenire.</p>
<h2 data-section-id="qxgr6h" data-start="1763" data-end="1798">La storia delle frecce di Buddha</h2>
<p data-start="1800" data-end="2079">Buddha spiegava che uno può ricevere una freccia e affliggersi per questo, ma spesso ci infliggiamo una seconda freccia, molto più dolorosa, litigando con il fatto che non volevamo quella prima freccia.</p>
<p data-start="1800" data-end="2079">Questo fenomeno è l’auto-sofferenza che <strong>possiamo gestire con consapevolezza.</strong></p>
<h2 data-section-id="1vufkav" data-start="2081" data-end="2110">Tecniche di consapevolezza</h2>
<p data-start="2112" data-end="2538">La prima pratica consiste nel riconoscere il dolore e smettere di lamentarsi. Anche se non è facile, smettere di lamentarsi ogni volta che ci accorgiamo di farlo è una tecnica potente.</p>
<p data-start="2112" data-end="2538">Che sia il brutto tempo, le ingiustizie, o qualsiasi altra difficoltà, fermarsi a osservare e non lamentarsi porta immediato miglioramento. La gioia dipende da noi, come ricordava il Dalai Lama: &#8220;ci possono togliere tutto, ma non la felicità.&#8221;</p>
<h2 data-section-id="1hppy31" data-start="2540" data-end="2580">La meditazione per la seconda freccia</h2>
<p data-start="2582" data-end="2966">Non esistono pilloline che eliminino immediatamente la sofferenza; la meditazione funziona attraverso la consapevolezza. La <strong data-start="2706" data-end="2719">Vipassana</strong> è la pratica ideale: permette di stare con quello che c’è, attraversando la sofferenza senza fuggire.</p>
<p data-start="2582" data-end="2966">Quando riconosciamo la seconda freccia, osservandola con attenzione, smettiamo di alimentarla e permettiamo alla consapevolezza di trasformarla.</p>
<h2 data-section-id="56gz4b" data-start="2968" data-end="3000">L’esempio dei carboni ardenti</h2>
<p data-start="3002" data-end="3306">Un esempio tipico è stringere carboni ardenti: la sofferenza ci fa sentire vivi, ma osservando la realtà, comprendiamo che possiamo lasciarli cadere. La consapevolezza non elimina forzatamente il dolore, ma lo trasforma: non è fuga, non è repressione, è osservazione attenta che porta sollievo spontaneo.</p>
<p data-start="3336" data-end="3606">I pensieri spesso distraggono e alimentano il dolore, rimuginando sul passato o preoccupandosi per il futuro. La consapevolezza riduce i pensieri, li osserva, e li lascia andare senza forzarli. Così la mente resta presente, calma, e la sofferenza perde potere su di noi.</p>
<h2 data-section-id="18qy1xr" data-start="3608" data-end="3636">Vivere con ciò che cambia</h2>
<p data-start="3638" data-end="3885">La realtà è cangiante: tutto cambia in continuazione. <strong>La pratica consiste nel non fuggire, non trattenere, non combattere ciò che è.</strong> Accettare il cambiamento con consapevolezza ci permette di attraversare ogni difficoltà senza sofferenza aggiunta.</p>
<p data-start="3903" data-end="4264">La meditazione di consapevolezza è lo strumento più potente per affrontare la seconda freccia. Non cercare pilloline per eliminare il dolore: sviluppare la consapevolezza trasforma qualsiasi sofferenza.</p>
<p data-start="3903" data-end="4264">Il video suggerisce che la felicità e la gioia sono nostre, dipendono da noi, e possiamo accedervi attraverso la consapevolezza e l’osservazione del presente.</p>
<h2><a id="video"></a>Guarda il Video – Doppia Freccia: pratiche contro la sofferenza</h2>
<div style="text-align: center;"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/7nXFcOzm4PQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" data-mce-type="bookmark" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></div>
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		<title>Dopo la morte ritrovi davvero i tuoi cari? La risposta sulla reincarnazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 17:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[VitaOltre]]></category>
		<category><![CDATA[Reincarnazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dedicato a chi vuole indagare il mondo dell&#8217; Al di Là Dopo la morte ritrovi davvero i tuoi cari? La risposta sulla reincarnazione Ritrovare i</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="38563" class="elementor elementor-38563" data-elementor-post-type="post">
						<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-12222a75 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-id="12222a75" data-element_type="section" data-e-type="section" data-settings="{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}">
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					<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">Dedicato a chi vuole indagare il mondo dell' Al di Là</p>				</div>
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					<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">Dopo la morte ritrovi davvero i tuoi cari? La risposta sulla reincarnazione
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									<h2 data-section-id="p7pehp" data-start="134" data-end="196">Ritrovare i propri cari dopo la morte: è davvero possibile?</h2><p data-start="198" data-end="585">Il video di oggi parte da una domanda: se esiste la reincarnazione, come facciamo a ritrovare i nostri cari dopo la morte? Perché sì, va bene parlare di anima, di evoluzione, di vite passate, ma poi arriva il punto vero, quello emotivo: e le persone che amo? Le perderò per sempre? È qui che qualcosa si muove dentro.</p><p style="text-align: center;" align="center"><em><strong><span style="font-size: 14pt;"><a href="#video">clicca qui per andare al video</a> o continua la lettura introduttiva</span></strong></em></p><p></p><p></p></div></div></div></div></div></section></div></div></div></section></div> <a href="https://comemeditare.it/vita-oltre/dopo-la-morte-ritrovi-davvero-i-tuoi-cari-la-risposta-sulla-reincarnazione/#more-38563" class="more-link elementor-more-link"><span aria-label="Continua a leggere Dopo la morte ritrovi davvero i tuoi cari? La risposta sulla reincarnazione">(altro&hellip;)</span></a><p>L'articolo <a href="https://comemeditare.it/vita-oltre/dopo-la-morte-ritrovi-davvero-i-tuoi-cari-la-risposta-sulla-reincarnazione/">Dopo la morte ritrovi davvero i tuoi cari? La risposta sulla reincarnazione</a> proviene da <a href="https://comemeditare.it">Come Meditare</a>.</p>
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		<title>avversità in meditazione</title>
		<link>https://comemeditare.it/meditazione/avversita-in-meditazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:02:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meditazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché in meditazione tutto dà fastidio (e cosa significa davvero) Un abbonato al Come Meditare Coaching domanda: L&#8217;avversità in meditazione. Spesso quando meditiamo ci possiamo</p>
<p>L'articolo <a href="https://comemeditare.it/meditazione/avversita-in-meditazione/">avversità in meditazione</a> proviene da <a href="https://comemeditare.it">Come Meditare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="114" data-end="143" data-section-id="p8nn06">Perché in meditazione tutto dà fastidio (e cosa significa davvero)</h2>
<p data-start="145" data-end="296">Un abbonato al <a href="https://comemeditare.it/proposta/"><em>Come Meditare Coaching</em></a> domanda:</p>
<blockquote>
<p data-start="145" data-end="296">L&#8217;avversità in meditazione.</p>
</blockquote>
<p data-start="145" data-end="296"><strong>Spesso quando meditiamo ci possiamo accorgere che c&#8217;è qualcosa che non ci piace.</strong></p>
<p data-start="298" data-end="569">Qualcuno si è permesso di fare rumore mentre noi cercavamo il silenzio e ci dà fastidio.<br />
Ci vengono pensieri negativi e ci danno fastidio. Ci distraiamo e ci dà fastidio.<br />
Insomma, quello che proviamo di fatto ogni tanto in meditazione è avversione..</p>
<p data-start="298" data-end="569">Oggi scopriamo perché non è necessario eliminare l’avversione (e cosa fare invece)..</p>
<p><strong><em>questo video è stato estrapolato da una sessione del </em></strong><a href="https://comemeditare.it/proposta/"><em>Come Meditare Coaching</em></a><em> qui trovi maggiori informazioni su questo servizio di sostegno nel tempo: </em><a href="http://www.comemeditarecoaching.it"><em>http://www.comemeditarecoaching.it</em></a></p>
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<p><span id="more-38558"></span></p>
<p data-start="571" data-end="783"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-38561" src="https://comemeditare.it/wp-content/uploads/avversita_meditazione.jpg" alt="avversita_meditazione" width="533" height="300" srcset="https://comemeditare.it/wp-content/uploads/avversita_meditazione.jpg 533w, https://comemeditare.it/wp-content/uploads/avversita_meditazione-250x141.jpg 250w" sizes="(max-width: 533px) 100vw, 533px" />L&#8217;avversione in meditazione non è l&#8217;unica cosa della quale possiamo accorgerci, ma è una di quelle, tra l&#8217;altro, che si fa notare anche di più. Le altre le notiamo un pochino di meno, ma sono tre in tutto le cose di cui possiamo accorgerci.</p>
<h2 data-start="790" data-end="823" data-section-id="kvljuy">Le tre sensazioni fondamentali</h2>
<p data-start="825" data-end="1102">Tra l&#8217;altro, in un discorso molto importante fatto da Buddha sui <a href="https://comemeditare.it/meditazione/leggiamo-il-satipa%e1%b9%ad%e1%b9%adhana-sutta-la-via-diretta-per-il-risveglio/" target="_blank" rel="noopener">fondamentali di consapevolezza</a>, ha una parte a sé questa, che sono le sensazioni. Le sensazioni sono dei meccanismi che scaturiscono in corrispondenza di una percezione che può essere positiva, negativa o neutra.</p>
<p data-start="1104" data-end="1399"><strong>Se è negativa noi proviamo <em>avversione</em>.</strong> Stiamo parlando quindi di questo. Le altre due quindi sono la <strong><em>brama</em></strong>, l&#8217;attaccamento per le cose positive, perché è quello che scatta quando ci piace qualcosa. Cerchiamo di scartare il negativo e di attaccarci al positivo e ci sentiamo eccitati, desiderosi.</p>
<p data-start="1401" data-end="1667">Per esempio, mentre medito mi viene voglia, sento un profumo di cornetto, fai conto, e ho voglia di alzarmi a mangiare il cornetto, quindi mi distrae subito. La noto di meno perché è meno fastidiosa come sensazione rispetto all&#8217;avversione.</p>
<p data-start="1669" data-end="1802">Il desiderio è meno fastidioso e magari mi distraggo, smetto pure di meditare perché vado a prendermi il cornetto, per darti un&#8217;idea.</p>
<p data-start="1804" data-end="1955">E poi c&#8217;è la terza che è ancora più difficile da notare, quando una sensazione non è né piacevole né spiacevole, è neutra e provoca in me <strong><em>indifferenza</em></strong>.</p>
<p data-start="1957" data-end="2241">I buddisti la chiamano ignoranza, cioè sarebbe una forma di apatia, di distacco dalla realtà, quindi ignoranza in questo senso, perché non osservo quello che c&#8217;è, semplicemente sono distratto, mezzo assopito, mezzo addormentato, negligente rispetto ai meccanismi dell&#8217;essere al mondo.</p>
<p><em>avversione</em><br />
<em>brama</em><br />
<em>indifferenza (ignoranza)</em></p>
<p data-start="2243" data-end="2406">Ecco, queste sono le tre sensazioni con cui inevitabilmente cataloghiamo gli eventi con cui abbiamo a che fare, con cui interagiamo nelle nostre esperienze di vita.</p>
<h2 data-start="2413" data-end="2440" data-section-id="1ez8btx">Il ruolo dell&#8217;avversione</h2>
<p data-start="2442" data-end="2638">L&#8217;avversione, come vedi quindi, è la più comune anche da avvertire, come dicevo, è quella che si nota anche di più ed è alla fine il seme dell&#8217;odio, cioè avversione e odio hanno la stessa matrice.</p>
<p data-start="2640" data-end="2904">L&#8217;odio magari è una parola un po&#8217; più complessa, ma la rabbia, l&#8217;odio, il rancore si basano tutte su questo seme dell&#8217;avversione. Magari non odio il rumore che mi disturba in meditazione, non arrivo a odiarlo, ma il seme è quello, mi dà fastidio. Provo repulsione.</p>
<h2 data-start="2911" data-end="2945" data-section-id="1ylkl0t">Come interrompere il meccanismo</h2>
<p data-start="2947" data-end="2993">E quindi come fare per interrompere tutto ciò?</p>
<p data-start="2995" data-end="3219">Come vedi, non ho detto che c&#8217;è una possibilità diversa da una di queste tre, cioè o mi crea repulsione, o mi crea un attaccamento o mi crea distacco. Non ci sono altre soluzioni, sono queste e queste continuano a capitarci.</p>
<p data-start="3221" data-end="3369">La cosa migliore che possiamo fare è continuare a osservare e <strong>capire come stiamo al mondo, come funzioniamo, come interagiamo con queste sensazioni.</strong></p>
<p data-start="3371" data-end="3605">Ecco perché Buddha in quel famoso discorso che dicevo prima gli dà una categoria a sé. Non dice che è sbagliato, dice che funziona così e quindi dal momento in cui funziona così e noi funzioniamo così possiamo capire come funzioniamo.</p>
<p data-start="3607" data-end="3645"><strong>La libertà quindi è la consapevolezza.</strong></p>
<h2 data-start="3652" data-end="3680" data-section-id="10jx426">La pratica e la soluzione</h2>
<p data-start="3682" data-end="3846">Questo discorso si chiama appunto satipatthana (puoi <a href="https://comemeditare.it/sutra-gratis/" target="_blank" rel="noopener">scaricarlo gratis da qui</a>), cioè i fondamentali di consapevolezza e si basano su quattro pilastri. Uno, appunto, riguarda proprio le sensazioni.</p>
<p data-start="3848" data-end="4027">La meditazione predominante all&#8217;interno sono due, ma alla fine una è la fotocopia dell&#8217;altra, quindi si tratta di fatto di approfittare di queste percezioni, di queste sensazioni.</p>
<p data-start="4029" data-end="4145">Quindi soprattutto <strong>approfittiamo dell&#8217;avversione, giacché la notiamo più facilmente, per notare cosa ci dà fastidio.</strong></p>
<p data-start="4147" data-end="4291">Cosa facciamo quando proviamo quell&#8217;avversione? Cosa scatta in noi quando proviamo quell&#8217;avversione, sia a livello mentale sia a livello fisico.</p>
<p data-start="4293" data-end="4477">Ad esempio, potresti notare che i muscoli del volto si irrigidiscono, ci sono delle tensioni, magari non solo nel volto, forse anche nelle gambe, forse anche nelle braccia, nelle mani.</p>
<p data-start="4479" data-end="4536">Possiamo notare quindi meglio come funzioniamo nel mondo.</p>
<p data-start="4538" data-end="4698">La soluzione ancora una volta non è eliminare questi meccanismi, affrancarcene, far finta che non esistano, ma al contrario renderli consapevoli e smascherarli.</p>
<p data-start="4700" data-end="4793">Questo è quello che possiamo fare attraverso ancora una volta il potere della consapevolezza.</p>
<h2 data-start="4800" data-end="4814" data-section-id="7oo8ar">La Consapevolezza libera, l&#8217;avversione per se stessa no!</h2>
<p data-start="4816" data-end="4975">Quindi abbiamo parlato dell&#8217;avversione, abbiamo visto che non è un problema, non ha bisogno di essere eliminata, ma possiamo assolutamente esserne consapevoli.</p>
<p data-start="4977" data-end="5079">Se vogliamo eliminare l&#8217;avversione non faremo altro che provare ulteriore &#8220;avversione per l&#8217;avversione.&#8221;</p>
<p data-start="5081" data-end="5144">Quindi quello che stiamo alimentando in quel caso è avversione.</p>
<p data-start="5146" data-end="5265">Ancora una volta, per interrompere questo ciclo basta osservare, basta rimanere attenti, presenti a se stessi e liberi.</p>
<h2><a id="video"></a>Guarda il Video – avversità in meditazione</h2>
<div style="text-align: center;"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/2i8CR0THccU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
<p><strong> </strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La mente come la locanda il poema di Rumi</title>
		<link>https://comemeditare.it/meditazione/la-mente-come-la-locanda-il-poema-di-rumi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 17:45:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meditazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://comemeditare.it/?p=38552</guid>

					<description><![CDATA[<p>La locanda di Rumi Oggi voglio presentarti un bellissimo, breve poema di Rumi che si chiama La locanda. Mi piacerebbe prima fartela conoscere e poi</p>
<p>L'articolo <a href="https://comemeditare.it/meditazione/la-mente-come-la-locanda-il-poema-di-rumi/">La mente come la locanda il poema di Rumi</a> proviene da <a href="https://comemeditare.it">Come Meditare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-section-id="1whpsj0" data-start="0" data-end="21">La locanda di Rumi</h2>
<p data-start="23" data-end="174">Oggi voglio presentarti un bellissimo, breve poema di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jalal_al-Din_Rumi" target="_blank" rel="noopener">Rumi</a> che si chiama <em data-start="96" data-end="108">La locanda</em>. Mi piacerebbe prima fartela conoscere e poi commentarlo insieme&#8230;</p>
<p data-start="23" data-end="174"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-38554" src="https://comemeditare.it/wp-content/uploads/rumi_locanda.jpg" alt="la locanda di Rumi" width="533" height="300" srcset="https://comemeditare.it/wp-content/uploads/rumi_locanda.jpg 533w, https://comemeditare.it/wp-content/uploads/rumi_locanda-250x141.jpg 250w" sizes="(max-width: 533px) 100vw, 533px" />scopri:</p>
<ul>
<li>E se ogni evento fosse un <strong>messaggio dall’aldilà?</strong></li>
<li>Cosa succede se inizi a vedere la vita come un messaggio?</li>
<li data-section-id="xwnhyr" data-start="363" data-end="419">Il significato profondo del poema “La locanda” di Rumi</li>
<li>Cosa succede quando <strong>smetti di combattere i tuoi pensieri?</strong></li>
<li>Come trasformare caos e sofferenza in consapevolezza</li>
<li data-section-id="1pgi7sa" data-start="606" data-end="673">L’equanimità spiegata in modo semplice (anche per chi non medita)</li>
<li data-section-id="1vkp6lg" data-start="674" data-end="742">Cosa significa davvero “osservare senza reagire” nella meditazione</li>
<li data-section-id="1hfxz37" data-start="743" data-end="812"><strong>Perché nella Vipassana tutto è da accogliere</strong>, anche ciò che fa male</li>
<li data-section-id="18zszyh" data-start="1306" data-end="1350">Le “disgrazie” hanno uno scopo spirituale?</li>
<li data-section-id="85bt77" data-start="1406" data-end="1454">Accettare tutto: rassegnazione o vera libertà?</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: 14pt;"><a href="#video"><em>clicca qui per andare alla versione video</em></a><em> (se disponibile) o continua la lettura</em></span></strong></p>
<p><span id="more-38552"></span></p>
<h2 data-section-id="cphara" data-start="176" data-end="187">Il poema</h2>
<blockquote>
<h3>La Locanda di Jalal al Din Rumi</h3>
<p>L’essere umano è una locanda,<br />
ogni mattina arriva qualcuno di nuovo.</p>
<p>Una gioia, una depressione, una meschinità,<br />
qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto,<br />
come un visitatore inatteso.</p>
<p>Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti!<br />
Anche se è una folla di dispiaceri<br />
che devasta violenta la casa<br />
spogliandola di tutto il mobilio,</p>
<p>lo stesso, tratta ogni ospite con onore:<br />
potrebbe darsi che ti stia liberando<br />
in vista di nuovi piaceri.</p>
<p>Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia,<br />
vai incontro sulla porta ridendo,<br />
e invitali a entrare.</p>
<p>Sii grato per tutto quel che arriva,<br />
perché ogni cosa è stata mandata<br />
come guida dell’aldilà.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3 data-start="836" data-end="841">altra traduzione (la mia preferita)</h3>
<blockquote>
<p dir="ltr">E’ come una locanda l’essere umano</p>
<p dir="ltr">ogni mattina, qualcuno che arriva.</p>
<p dir="ltr">Gioia, tristezza, squallore,</p>
<p dir="ltr">rapidi e fuggevoli si presentano alla coscienza,</p>
<p dir="ltr">visitatori inattesi.</p>
<p dir="ltr">Accoglili di buon grado!</p>
<p dir="ltr">Anche se una folla di afflizioni</p>
<p dir="ltr">Irrompe impetuosa nella tua casa</p>
<p dir="ltr">Spazzando via ogni arredo,</p>
<p dir="ltr">onora ogni ospite.</p>
<p dir="ltr">Forse ti sta ripulendo</p>
<p dir="ltr">Per prepararti a un piacere nuovo.</p>
<p dir="ltr">Pensieri cupi, vergogna, risentimenti:</p>
<p dir="ltr">apri loro la tua porta ridendo,</p>
<p dir="ltr">invitali a entrare.</p>
<p dir="ltr">Ringrazia chiunque si presenti,</p>
<p dir="ltr">perché è una guida</p>
<p dir="ltr">che ti è stata mandata da lontano.</p>
</blockquote>
<h2 data-section-id="1r82zcf" data-start="843" data-end="893">Il significato: accogliere tutto ciò che arriva</h2>
<p data-start="895" data-end="1074">Bello, bellissimo. Come vedi si parla di tanti temi: dell’al di là, di un messaggio che arriva in qualche modo da oltre, di un destino che non sappiamo interpretare fino in fondo.</p>
<p data-start="1076" data-end="1271">Una disgrazia, per esempio, a cosa serve? Non lo sappiamo. Magari è davvero un messaggero che ci ricorda qualcosa, forse il compito per cui siamo venuti sulla terra. Chissà. Non possiamo saperlo.</p>
<p data-start="1273" data-end="1378">Proprio per questo ha senso accogliere ciò che arriva. Questo è uno degli aspetti fondamentali del poema.</p>
<h2 data-section-id="qd7d3h" data-start="1846" data-end="1876">La locanda e la meditazione</h2>
<p data-start="1878" data-end="2059">Il resto degli aspetti riguarda più da vicino la meditazione. Se mediti, ti sarai accorto che i pensieri si susseguono proprio come gli ospiti della locanda: ne arriva di ogni tipo.</p>
<p data-start="2061" data-end="2204">Arrivano emozioni, stati d’animo, distrazioni, ma anche momenti di consapevolezza, ogni tanto. E il punto è accoglierli tutti allo stesso modo.</p>
<p data-start="2206" data-end="2322">Alcuni sono piacevoli, altri devastano, fanno rumore, creano disagio. Ma sono comunque elementi di cui essere grati.</p>
<h2 data-section-id="1sfk1u0" data-start="2324" data-end="2355">Consapevolezza e accoglienza</h2>
<p data-start="2357" data-end="2487">La consapevolezza è fatta proprio di questo: accoglienza. Comprensione di quello che c’è, che parte dall’accettare quello che c’è.</p>
<p data-start="2489" data-end="2618">Perché se non accogliamo ciò che emerge, non possiamo conoscerlo. Se ci affrettiamo a cacciarlo via, lo rifiutiamo senza capirlo.</p>
<p data-start="2620" data-end="2816">Invece dobbiamo invitarlo a entrare, lasciarlo manifestare, così da poterlo osservare davvero. Solo così possiamo conoscere noi stessi, i nostri meccanismi, il nostro modo di funzionare nel mondo.</p>
<p data-start="2818" data-end="2854">E da qui nasce anche la gratitudine.</p>
<h2 data-section-id="13ddmwa" data-start="2856" data-end="2889">L’equanimità nella meditazione</h2>
<p data-start="2891" data-end="3005">Una delle qualità fondamentali, infatti, è l’equanimità. È una qualità centrale anche nella meditazione Vipassana.</p>
<p data-start="3007" data-end="3182">Equanimità significa non essere sbilanciati: non attaccarsi troppo a ciò che è piacevole e non respingere ciò che è spiacevole. Significa accogliere entrambi allo stesso modo.</p>
<p data-start="3184" data-end="3280">Questa qualità è profondamente presente nella <a href="https://comemeditare.it/vipassana/" target="_blank" rel="noopener">Vipassana</a>, ma esiste anche come pratica specifica chiamata Upekkha.</p>
<h2 data-section-id="3jh3id" data-start="3282" data-end="3320">Upekkha e le quattro dimore sublimi</h2>
<p data-start="3322" data-end="3538">Questa pratica si chiama <em data-start="3347" data-end="3356">Upekkha</em>, un termine in lingua pali usato dal Buddha. È strettamente collegata ad altre pratiche come la <em data-start="3453" data-end="3460">Metta</em>, la gentilezza amorevole, quella del “che io sia felice e che tu sia felice”.</p>
<p data-start="3540" data-end="3648">Upekkha fa parte delle <a href="https://comemeditare.it/corsi/4dimore-presentazione/" target="_blank" rel="noopener">quattro dimore sublimi</a>, quattro stati mentali elevati che aiutano ad aprire il cuore:</p>
<ul data-start="3650" data-end="3747">
<li data-section-id="jxb2q8" data-start="3650" data-end="3685">la gentilezza amorevole (Metta)</li>
<li data-section-id="rtf2oo" data-start="3686" data-end="3704">la compassione</li>
<li data-section-id="1oa0sg0" data-start="3705" data-end="3730">la gioia compartecipe</li>
<li data-section-id="wumkdm" data-start="3731" data-end="3747">l’equanimità</li>
</ul>
<p data-start="3749" data-end="3870">Sono tutte pratiche che possono essere coltivate anche separatamente, ma che si integrano perfettamente con la Vipassana.</p>
<h2 data-section-id="v1wug2" data-start="3872" data-end="3913">La locanda dentro l’esperienza diretta</h2>
<p data-start="3915" data-end="4029">Questo poema di Rumi non resta solo poesia. Diventa esperienza diretta.</p>
<p data-start="4031" data-end="4183">Nella pratica della meditazione, ci si ritrova davvero a vivere questa “locanda”: pensieri, emozioni, stati d’animo che entrano ed escono continuamente.</p>
<p data-start="4185" data-end="4288">E il lavoro sta tutto lì: accoglierli, osservarli, restare presenti. Trattare ogni ospite con rispetto.</p>
<p data-start="4290" data-end="4355" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Perché, in fondo, ogni cosa che arriva potrebbe essere una guida.</p>
<h2><a id="video"></a>Guarda il Video – La mente come La Locanda di Rumi</h2>
<div style="text-align: center;"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/jm0TQzndVHQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" data-mce-type="bookmark" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></div>
<p><strong> </strong></p>
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<h3>Trovi la Pratica dell&#8217;equanimità o equilibrio (Upekkha) nel corso sulle 4 Dimore Sublimi:<br />
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			</item>
		<item>
		<title>L’aldilà è davvero come nel film Nosso lar?</title>
		<link>https://comemeditare.it/vita-oltre/laldila-e-davvero-come-nel-film-nosso-lar/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:45:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[VitaOltre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://comemeditare.it/?p=38528</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dedicato a chi vuole indagare il mondo dell&#8217; Al di Là L’aldilà è davvero come nel film Nosso lar? Com’è davvero l’aldilà? Tra stati mentali,</p>
<p>L'articolo <a href="https://comemeditare.it/vita-oltre/laldila-e-davvero-come-nel-film-nosso-lar/">L’aldilà è davvero come nel film Nosso lar?</a> proviene da <a href="https://comemeditare.it">Come Meditare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="38528" class="elementor elementor-38528" data-elementor-post-type="post">
						<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-12222a75 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-id="12222a75" data-element_type="section" data-e-type="section" data-settings="{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}">
						<div class="elementor-container elementor-column-gap-default">
					<div class="elementor-column elementor-col-50 elementor-top-column elementor-element elementor-element-4096ab22" data-id="4096ab22" data-element_type="column" data-e-type="column">
			<div class="elementor-widget-wrap elementor-element-populated">
						<div class="elementor-element elementor-element-5fcad0c5 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="5fcad0c5" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">Dedicato a chi vuole indagare il mondo dell' Al di Là</p>				</div>
				</div>
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															<img decoding="async" width="498" height="200" src="https://comemeditare.it/wp-content/uploads/logo-VitaOltre-orizzontale.png" class="attachment-large size-large wp-image-33474" alt="" />															</div>
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						<div class="elementor-element elementor-element-9dac504 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="9dac504" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
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					<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">L’aldilà è davvero come nel film Nosso lar?
</p>				</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<h1 data-section-id="toy320" data-start="136" data-end="217">Com’è davvero l’aldilà? Tra stati mentali, famiglie animiche e nuove dimensioni</h1><p data-start="219" data-end="520"><strong>Com’è davvero l’aldilà?</strong> È possibile che la vita dopo la morte somigli a quella descritta nel film <em data-start="389" data-end="398">Nosso lar</em>? Esistono davvero luoghi di guarigione, comunità spirituali, famiglie animiche e dimensioni dove si studia e si cresce?</p><p data-start="585" data-end="757"><a href="https://comemeditare.it/vita-oltre/bardo-statointermedio/film/vita-oltre-film-nosso-lar/" target="_blank" rel="noopener">Nosso lar è un bel film</a> basato su una canalizzazione la cosa interessante è che tante testimonianze, dalle esperienze di premorte alle ipnosi sulle <strong data-start="682" data-end="702">vite tra le vite</strong>, sembrano raccontare scenari sorprendentemente simili.</p><p data-start="759" data-end="805">Ma allora… cosa succede davvero dopo la morte?</p><p style="text-align: center;" align="center"><em><strong><span style="font-size: 14pt;"><a href="#video">clicca qui per andare al video</a> o continua la lettura introduttiva</span></strong></em></p><p></p><p></p></div></div></div></div></div></section></div></div></div></section></div> <a href="https://comemeditare.it/vita-oltre/laldila-e-davvero-come-nel-film-nosso-lar/#more-38528" class="more-link elementor-more-link"><span aria-label="Continua a leggere L’aldilà è davvero come nel film Nosso lar?">(altro&hellip;)</span></a><p>L'articolo <a href="https://comemeditare.it/vita-oltre/laldila-e-davvero-come-nel-film-nosso-lar/">L’aldilà è davvero come nel film Nosso lar?</a> proviene da <a href="https://comemeditare.it">Come Meditare</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Come meditare da soli dopo la Vipassana</title>
		<link>https://comemeditare.it/meditazione/come-meditare-da-soli-dopo-la-vipassana/</link>
					<comments>https://comemeditare.it/meditazione/come-meditare-da-soli-dopo-la-vipassana/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 18:45:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meditazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://comemeditare.it/?p=38548</guid>

					<description><![CDATA[<p>Meditare da soli dopo Vipassana: come continuare davvero la pratica come meditare da soli dopo Vipassana, soprattutto dopo un ritiro intenso come quello di 10</p>
<p>L'articolo <a href="https://comemeditare.it/meditazione/come-meditare-da-soli-dopo-la-vipassana/">Come meditare da soli dopo la Vipassana</a> proviene da <a href="https://comemeditare.it">Come Meditare</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-section-id="16laxfu" data-start="86" data-end="156">Meditare da soli dopo Vipassana: come continuare davvero la pratica</h2>
<blockquote>
<p data-start="158" data-end="481">come meditare da soli dopo Vipassana, soprattutto dopo un ritiro intenso come quello di 10 giorni?</p>
</blockquote>
<p data-start="158" data-end="481">Perché diciamolo… finché sei lì è tutto più facile. Hai una struttura, orari precisi, silenzio, supporto. Ma quando torni a casa? È proprio lì che inizia la vera pratica..</p>
<p><strong><em>questo video è stato estrapolato da una sessione del </em></strong><a href="https://comemeditare.it/proposta/"><em>Come Meditare Coaching</em></a><em> qui trovi maggiori informazioni su questo servizio di sostegno nel tempo: </em><a href="http://www.comemeditarecoaching.it"><em>http://www.comemeditarecoaching.it</em></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: 14pt;"><a href="#video"><em>clicca qui per andare alla versione video</em></a><em> (se disponibile) o continua la lettura</em></span></strong></p>
<p><span id="more-38548"></span></p>
<p data-start="206" data-end="470"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-38550" src="https://comemeditare.it/wp-content/uploads/come-meditare-a-casa-dopo-vipassana.jpg" alt="come meditare a casa dopo vipassana" width="533" height="300" srcset="https://comemeditare.it/wp-content/uploads/come-meditare-a-casa-dopo-vipassana.jpg 533w, https://comemeditare.it/wp-content/uploads/come-meditare-a-casa-dopo-vipassana-250x141.jpg 250w" sizes="(max-width: 533px) 100vw, 533px" />Innanzitutto immagino che questa domanda si riferisca al fatto che magari uno ha fatto un’esperienza di Vipassana, come quella dei 10 giorni, del ritiro di 10 giorni Vipassana, e poi si chiede come fare, come proseguire da soli in casa.</p>
<p data-start="472" data-end="567">In realtà è molto semplice: si tratta di essere presenti a noi stessi, quindi di autosservarci.</p>
<h2 data-section-id="qemdh6" data-start="574" data-end="607">Dal ritiro alla pratica a casa</h2>
<p data-start="609" data-end="981">È vero che durante i 10 giorni c’è un minimo di struttura, che è basata prima sulla focalizzazione, sulla concentrazione, perlopiù sul respiro, e poi piano piano sempre di più ci si focalizza su quello che ci capita in generale, su quello che proviamo, su quello che stiamo vivendo. Quindi una consapevolezza più espansa, più a 360°, non più legata prettamente al respiro.</p>
<p data-start="983" data-end="1160">E quindi come fare una volta tornati a casa? Lascia andare le tecniche. Il mio consiglio è: lascia andare le tecniche. <strong>Focalizzati sul respiro.</strong> Quello sì, quello è fondamentale.</p>
<h2 data-section-id="of0yu6" data-start="1167" data-end="1205">Presenza e autosservazione: la base</h2>
<p data-start="1207" data-end="1423">All’inizio di ciascuna meditazione, diciamo che ogni meditazione è, nel suo piccolo, un piccolo ritiro di 10 giorni concentrato in, che ne so, 10–20 minuti di meditazione, un’ora di meditazione, quella che vuoi fare.</p>
<p data-start="1425" data-end="1586">All’inizio cerca di focalizzarti, perché ci aiuta a riconcentrarci, a ritrovare le energie che prima erano disperse. Quindi prima cosa: focalizzarsi sul respiro.</p>
<h2 data-section-id="10aihv8" data-start="1593" data-end="1638">Come iniziare e strutturare la meditazione</h2>
<p data-start="1640" data-end="1936">Quando ci si è focalizzati, la mente, di sua natura, tende a espandere la coscienza e a osservare a 360°. Quello che noterai è, come dicevo prima, spesso, ecco, questo può essere di grande aiuto: basarsi sul discorso del Buddha, detto Satipatthana Sutta, quindi i fondamenti della consapevolezza.</p>
<p data-start="1938" data-end="2095">Una chiave, che secondo me è un po’ la cartina di tornasole, che aiuta a entrare di più in uno stato di grande osservazione di se stessi, sono le <em><strong>sensazioni</strong></em>.</p>
<h2 data-section-id="11i8erq" data-start="2102" data-end="2149">Espandere la consapevolezza oltre il respiro</h2>
<p data-start="2151" data-end="2578">Quindi notare se c’è una sensazione piacevole, che crea attaccamento; se c’è una sensazione spiacevole, che crea avversione, odio, rancore, fastidio; o se c’è, e questa è un po’ più difficile da notare, come dicevo prima, se c’è invece ignoranza, quindi una sensazione neutra che non ci fa… che ci annoia, che semplicemente ci fa distrarre, che ci fa sopire, che non ci attacca, che non ci fa aprire gli occhi a quello che c’è.</p>
<p data-start="2580" data-end="2679">La consapevolezza richiede questo: se io sono annoiato, non vedo, semplicemente non sto osservando.</p>
<p data-start="2681" data-end="2853">Queste sono le tre cose di cui posso essere più facilmente consapevole, e già questo mi aiuta a uscire dalla consapevolezza del solo respiro a un’esperienza di vita a 360°.</p>
<h2 data-section-id="t6ork8" data-start="2860" data-end="2895">Le 3 sensazioni e la distrazione</h2>
<p data-start="3359" data-end="3639">Il respiro è, come dire, un filo sottile a cui consiglio di rimanere sempre legati, perché se siamo particolarmente distratti o se abbiamo particolare avversione o attaccamento, e quindi siamo distratti dalla presenza mentale, il respiro ci riancora, cioè ci riporta a ritrovarci.</p>
<p data-start="3641" data-end="3786">Quindi è normale distrarsi, è normale disperdersi. Quello che invito a fare, quindi, quando siamo dispersi, è semplicemente ritornare al respiro.</p>
<h2 data-section-id="1iu0i1d" data-start="3793" data-end="3827">Il respiro come ancora continua</h2>
<p data-start="3829" data-end="4014">Non è che il respiro lo usiamo solo all’inizio della meditazione e c’è un tempo definito: non c’è un tempo definito. Lasciamoci vivere dall’esperienza. Ma l’esperienza sarà un divagare.</p>
<p data-start="4016" data-end="4317">All’inizio avremo sicuramente bisogno di focalizzarci, perché saremo distratti. Dopo una prima focalizzazione, che è soggettiva e diversa nel tempo, per cui se oggi sono centrato va bene, domani sono più distratto e va bene lo stesso, ma sono più distratto, quindi avrò bisogno di focalizzarmi di più.</p>
<p data-start="4319" data-end="4526">Quindi sarà più facile che io ritorni al respiro, ci tornerò di più all’inizio. Sicuramente all’inizio è necessario, ma ci torno tutte le volte in cui, durante la meditazione, mi accorgo di essermi disperso.</p>
<h2 data-section-id="4apafy" data-start="4533" data-end="4579">Vipassana non guidata e pratica in silenzio</h2>
<p data-start="4834" data-end="5128">La migliore Vipassana non è guidata. Quando io guido una Vipassana, da una parte aiuto a capire come funziona la tecnica, idealmente per farne abbastanza esperienza in modo tale che poi uno la faccia per sé a casa e si leghi a quello che prova, a quello che sente, e quindi non alle mie parole.</p>
<p data-start="5130" data-end="5308">Per cui, dal mio punto di vista, la migliore Vipassana è in silenzio. Io tendenzialmente preferisco farla in silenzio e usare un timer che ogni 5 minuti mi dà un piccolo segnale.</p>
<h2 data-section-id="zlc4h4" data-start="5315" data-end="5365">Il trucco del timer e il richiamo alla presenza</h2>
<p data-start="5367" data-end="5568">Quel piccolo segnale mi serve solo per ricordarmi di essere presente, perché se sono distratto rischio di rimanere distratto, e quel piccolo segnale mi aiuta a dire: “Che stavo facendo? Ero distratto”.</p>
<p data-start="5570" data-end="5677">Però possiamo usare anche i rumori esterni come richiamo alla presenza. E questo è un altro piccolo trucco.</p>
<p data-start="5679" data-end="5770">Spiego questo piccolo trucco e poi lo lasciamo andare, non ci attacchiamo troppo alle cose.</p>
<h2 data-section-id="vemi3p" data-start="5777" data-end="5817">Trasformare i suoni in consapevolezza</h2>
<p data-start="5819" data-end="6093">Dicevo prima che, per esempio, un’avversione che potremmo avere mentre stiamo meditando è che qualche rumore, qualche suono — già chiamarlo “rumore” e non “suono” c’è già un che di negativo — quindi c’è già successo un processo, c’è già avversione inserita in quel contesto.</p>
<p data-start="6095" data-end="6187">Se lo chiamo “rumore”, è un suono spiacevole, evidentemente. Ha catturato la mia attenzione.</p>
<p data-start="6189" data-end="6313">Questo suono, ancor prima di essere spiacevole o piacevole, è un suono. E quindi io posso notare che ci ho aggiunto del mio.</p>
<p data-start="6315" data-end="6452">Posso notare il suono e posso anche notare che comunque mi ha ridestato da un flusso di pensieri che magari era presente in quel momento.</p>
<h2 data-section-id="ur8cnk" data-start="6459" data-end="6494">Gratitudine e ritorno al respiro</h2>
<p data-start="6496" data-end="6602">Quindi posso essere grato, per assurdo, a un suono, perché mi ha dato l’occasione di rimescolare le carte.</p>
<p data-start="6604" data-end="6643">Lo ripeto perché voglio che sia chiaro.</p>
<p data-start="6645" data-end="6891">Sto lì, medito, sono presente, poi dopo un po’ magari sono ancora convinto di essere presente e invece mi sono distratto, quindi sto seguendo tutto un flusso di pensieri ininterrotti, magari anche piacevoli, per cui li seguo anche più volentieri.</p>
<p data-start="6893" data-end="7016">E poi, a un certo punto, un suono mi desta e magari mi dà pure fastidio, perché a me piaceva inseguire tutti quei pensieri.</p>
<p data-start="7018" data-end="7064">E quindi dico: “Ma che fastidio questo suono”.</p>
<p data-start="7066" data-end="7129">Mi posso accorgere a quel punto di dire: “Ma che sto facendo?”.</p>
<p data-start="7131" data-end="7269">Intanto provo fastidio per questo suono, ok? E quindi sono già consapevole di una cosa: sono tornato a essere consapevole in quel momento.</p>
<p data-start="7271" data-end="7405">E poi posso essere consapevole e grato a questa occasione, perché in qualche modo mi ero perso, mi ero perso in un rivolo di pensieri.</p>
<p data-start="7407" data-end="7528">Non c’è più bisogno, a quel punto, di andare a reinseguire quei pensieri: lasciamoli pure andare e ritorniamo al respiro</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a id="video"></a>Guarda il Video – come meditare da soli a casa dopo la vipassana</h2>
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		<title>Meditazione pensieri: perché lasciarli liberi non funziona davvero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 18:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[Meditazione Vipassana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Meditazione pensieri: lasciare andare è davvero la soluzione? Nel video di oggi viene affrontata una domanda che prima o poi arriva a tutti quelli che</p>
<p>L'articolo <a href="https://comemeditare.it/meditazione/meditazione-pensieri-perche-lasciarli-liberi-non-funziona-davvero/">Meditazione pensieri: perché lasciarli liberi non funziona davvero</a> proviene da <a href="https://comemeditare.it">Come Meditare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-section-id="h5xky5" data-start="149" data-end="213">Meditazione pensieri: lasciare andare è davvero la soluzione?</h2>
<p data-start="215" data-end="354">Nel video di oggi viene affrontata una domanda che prima o poi arriva a tutti quelli che iniziano a meditare: <strong data-start="325" data-end="354">cosa fare con i pensieri?</strong></p>
<p data-start="356" data-end="395">Lasciarli liberi? Osservarli? Fermarli?</p>
<p data-start="397" data-end="521">Perché all’inizio sembra tutto abbastanza semplice. Ti siedi, chiudi gli occhi, e ti dici: “ok, osservo quello che succede”.</p>
<p data-start="523" data-end="567">Poi però succede qualcosa di molto concreto.</p>
<p data-start="569" data-end="578">Ti perdi.</p>
<p data-start="580" data-end="720">Magari dopo pochi secondi. Magari dopo qualche minuto. Ma a un certo punto ti accorgi che non stai più osservando i pensieri… ci sei dentro.</p>
<p data-start="722" data-end="809">E allora nasce il dubbio:<br data-start="747" data-end="750" /><strong data-start="750" data-end="809">sto sbagliando qualcosa nella meditazione dei pensieri?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: 14pt;"><a href="#video"><em>clicca qui per andare al video</em></a><em> (se disponibile) o continua la lettura</em></span></strong></p>
<p><span id="more-38543"></span></p>
<h2 data-section-id="1jqb7so" data-start="816" data-end="870">Il problema reale: non è avere pensieri, è perdersi</h2>
<p data-start="872" data-end="906">Partiamo da un punto fondamentale.</p>
<p data-start="908" data-end="979">Non è un problema avere pensieri.<br data-start="941" data-end="944" />Non è nemmeno un problema perdersi per un po&#8217;.</p>
<p data-start="981" data-end="991">È normale.</p>
<p data-start="993" data-end="1089">La mente funziona così: produce pensieri in continuazione, li collega, li espande, li trasforma. Il vero problema è un altro. Non accorgersi di essersi persi.</p>
<p data-start="1155" data-end="1233">Quando pratichi la meditazione pensieri senza una base solida, succede questo:</p>
<ul data-start="1234" data-end="1326">
<li data-section-id="rp78xr" data-start="1234" data-end="1252">
<p data-start="1236" data-end="1252">inizi osservando</p>
</li>
<li data-section-id="hm2uvz" data-start="1253" data-end="1279">
<p data-start="1255" data-end="1279">poi entri in un pensiero</p>
</li>
<li data-section-id="klxw7a" data-start="1280" data-end="1297">
<p data-start="1282" data-end="1297">poi in un altro</p>
</li>
<li data-section-id="16vd0c" data-start="1298" data-end="1326">
<p data-start="1300" data-end="1326">poi in una storia completa</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1328" data-end="1386">E perdi completamente il contatto con il momento presente. Ti è mai capitato di “tornare” improvvisamente e chiederti: “ma da quanto tempo ero via?” Ecco, lì si vede il limite di un approccio superficiale.</p>
<h2 data-section-id="2nx5ry" data-start="1544" data-end="1592">Lasciare liberi i pensieri: funziona davvero?</h2>
<p data-start="1594" data-end="1640">Molti consigliano: “lascia andare i pensieri”. Ed è vero, in parte funziona. Se inizi a osservare i pensieri senza giudicarli, puoi ottenere benefici reali:</p>
<ul data-start="1778" data-end="1869">
<li data-section-id="xttzhd" data-start="1778" data-end="1803">
<p data-start="1780" data-end="1803">maggiore consapevolezza</p>
</li>
<li data-section-id="b835th" data-start="1804" data-end="1821">
<p data-start="1806" data-end="1821">meno reattività</p>
</li>
<li data-section-id="1ber2i7" data-start="1822" data-end="1869">
<p data-start="1824" data-end="1869">più distanza da quello che accade nella mente</p>
</li>
</ul>
<p data-start="1871" data-end="1890">Ma c’è un problema. A lungo andare questo approccio da solo non basta. Perché i pensieri non stanno fermi ad aspettarti. Si muovono, si sovrappongono, diventano sempre più sottili e subdoli da essere scovati.</p>
<p data-start="2049" data-end="2092">E senza una direzione…<br data-start="2071" data-end="2074" />ti trascinano via.</p>
<p data-start="2094" data-end="2169">Quindi sì, osservare i pensieri è corretto. Ma da solo può essere molto limitante se non si approccia la tecnica in maniera adeguata all&#8217;inizio.</p>
<h2 data-section-id="8hs2fz" data-start="2176" data-end="2211">Il punto chiave: serve un’ancora</h2>
<p data-start="2213" data-end="2246">Qui entra il cuore della pratica.</p>
<p data-start="2248" data-end="2323">La meditazione non è solo osservazione. È anche stabilità. E questa stabilità si costruisce con un’ancora.</p>
<p data-start="2374" data-end="2387">Senza ancora:</p>
<ul data-start="2388" data-end="2461">
<li data-section-id="jynznn" data-start="2388" data-end="2403">
<p data-start="2390" data-end="2403">la mente vaga</p>
</li>
<li data-section-id="5rtdk2" data-start="2404" data-end="2430">
<p data-start="2406" data-end="2430">l’attenzione si disperde</p>
</li>
<li data-section-id="nlzgyf" data-start="2431" data-end="2461">
<p data-start="2433" data-end="2461">l’osservazione perde qualità</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2463" data-end="2477">Con un’ancora:</p>
<ul data-start="2478" data-end="2565">
<li data-section-id="1r55cfn" data-start="2478" data-end="2506">
<p data-start="2480" data-end="2506">l’attenzione si stabilizza</p>
</li>
<li data-section-id="1pv32u7" data-start="2507" data-end="2526">
<p data-start="2509" data-end="2526">la mente rallenta</p>
</li>
<li data-section-id="1b68gqs" data-start="2527" data-end="2565">
<p data-start="2529" data-end="2565">la consapevolezza diventa più chiara</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2567" data-end="2595">E allora la domanda diventa: <strong data-start="2597" data-end="2622">qual è questa ancora?</strong></p>
<h2 data-section-id="1viv2kx" data-start="2629" data-end="2663">Il respiro: il punto di ritorno</h2>
<p data-start="2665" data-end="2703">La risposta è semplice, ma non banale. Il respiro. Non perché sia “magico”, ma perché è sempre presente.<br data-start="2771" data-end="2774" />È nell’adesso.</p>
<p data-start="2790" data-end="2818">Quando ti ancora al respiro:</p>
<ul data-start="2819" data-end="2889">
<li data-section-id="1d5k528" data-start="2819" data-end="2836">
<p data-start="2821" data-end="2836">torni nel corpo</p>
</li>
<li data-section-id="1w0vi1b" data-start="2837" data-end="2857">
<p data-start="2839" data-end="2857">torni nel presente</p>
</li>
<li data-section-id="15oftso" data-start="2858" data-end="2889">
<p data-start="2860" data-end="2889">riduci la dispersione mentale</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2891" data-end="2905">Ma attenzione. Non basta dire “osservo il respiro”: è utile ancorarsi ad esso e seguirlo il più a lungo possibile.</p>
<h2 data-section-id="tjnsq9" data-start="2971" data-end="3009">Cosa significa osservare il respiro</h2>
<p data-start="3011" data-end="3059">Osservare il respiro non è qualcosa di generico. È qualcosa di molto concreto.</p>
<p data-start="3092" data-end="3110">Significa seguire:</p>
<ul data-start="3111" data-end="3194">
<li data-section-id="ufer8e" data-start="3111" data-end="3139">
<p data-start="3113" data-end="3139">l’inizio dell’inspirazione</p>
</li>
<li data-section-id="1t6lb5q" data-start="3140" data-end="3157">
<p data-start="3142" data-end="3157">il suo sviluppo</p>
</li>
<li data-section-id="ugdyht" data-start="3158" data-end="3167">
<p data-start="3160" data-end="3167">la fine</p>
</li>
<li data-section-id="b0hhbn" data-start="3168" data-end="3178">
<p data-start="3170" data-end="3178">la pausa</p>
</li>
<li data-section-id="ct04uu" data-start="3179" data-end="3194">
<p data-start="3181" data-end="3194">l’espirazione</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3196" data-end="3240">Questo livello di attenzione crea stabilità. E più stabilità hai… meno è probabile che ti perda.</p>
<h2 data-section-id="14185yj" data-start="3302" data-end="3347">Samatha e vipassana: come lavorano insieme</h2>
<p data-start="3349" data-end="3424">Quando si parla di meditazione, spesso si citano due termini usati da Buddha:</p>
<ul data-start="3425" data-end="3446">
<li data-section-id="1tqczkb" data-start="3425" data-end="3434">
<p data-start="3427" data-end="3434">samatha</p>
</li>
<li data-section-id="xbz5ns" data-start="3435" data-end="3446">
<p data-start="3437" data-end="3446">vipassana</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3520" data-end="3626">Samatha significa concentrazione, stabilità mentale.<br data-start="3572" data-end="3575" />Vipassana significa visione profonda, osservazione.</p>
<p data-start="3628" data-end="3664">Se i affretti a fare solo vipassana senza fare per bene samatha:</p>
<ul data-start="3665" data-end="3743">
<li data-section-id="1xljb0i" data-start="3665" data-end="3696">
<p data-start="3667" data-end="3696">osservi, ma in modo instabile</p>
</li>
<li data-section-id="4tyxft" data-start="3697" data-end="3718">
<p data-start="3699" data-end="3718">ti perdi facilmente</p>
</li>
<li data-section-id="17e79sc" data-start="3719" data-end="3743">
<p data-start="3721" data-end="3743">la mente resta agitata</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3745" data-end="3780">Se invece costruisci prima samatha:</p>
<ul data-start="3781" data-end="3866">
<li data-section-id="1r55cfn" data-start="3781" data-end="3809">
<p data-start="3783" data-end="3809">l’attenzione si stabilizza al meglio</p>
</li>
<li data-section-id="17ddbpm" data-start="3810" data-end="3829">
<p data-start="3812" data-end="3829">la mente si calma maggiormente</p>
</li>
<li data-section-id="1vkffsv" data-start="3830" data-end="3866">
<p data-start="3832" data-end="3866">l’osservazione diventa più precisa</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3868" data-end="3912">E allora vipassana diventa davvero efficace.</p>
<h2 data-section-id="1vs3ff6" data-start="3919" data-end="3957">Ma quanto devo restare sul respiro?</h2>
<p data-start="3959" data-end="3990">Qui c’è un errore molto comune. Pensare che ci sia un tempo preciso. 30 secondi. 2 minuti. 5 minuti. Non funziona così. Non è il timer a decidere. È la tua mente.</p>
<p data-start="4133" data-end="4160">Ci saranno giornate in cui:</p>
<ul data-start="4161" data-end="4236">
<li data-section-id="1m4hqac" data-start="4161" data-end="4182">
<p data-start="4163" data-end="4182">sei molto distratto</p>
</li>
<li data-section-id="1dv10wd" data-start="4183" data-end="4204">
<p data-start="4185" data-end="4204">continui a perderti</p>
</li>
<li data-section-id="174e1nb" data-start="4205" data-end="4236">
<p data-start="4207" data-end="4236">fai fatica a restare presente</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4238" data-end="4306">In quei casi, potresti restare sul respiro per tutta la meditazione. E va benissimo così.</p>
<p data-start="4330" data-end="4349">Altre volte invece:</p>
<ul data-start="4350" data-end="4424">
<li data-section-id="185qui0" data-start="4350" data-end="4376">
<p data-start="4352" data-end="4376">ti concentri rapidamente</p>
</li>
<li data-section-id="1pwic81" data-start="4377" data-end="4401">
<p data-start="4379" data-end="4401">la mente si stabilizza</p>
</li>
<li data-section-id="1f8v6fw" data-start="4402" data-end="4424">
<p data-start="4404" data-end="4424">l’attenzione si apre</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4426" data-end="4483">E allora l’osservazione dei pensieri arriva naturalmente.</p>
<h2 data-section-id="y40u62" data-start="4490" data-end="4537">Quando osservare i pensieri diventa naturale</h2>
<p data-start="4539" data-end="4572">Questo è un passaggio importante. Non devi forzare l’osservazione dei pensieri. <strong>Quando la mente è stabile</strong>, succede da sola. La consapevolezza si espande. C’è più spazio.</p>
<p data-start="4715" data-end="4738">E dentro questo spazio:</p>
<ul data-start="4739" data-end="4806">
<li data-section-id="nkf8x4" data-start="4739" data-end="4760">
<p data-start="4741" data-end="4760">i pensieri emergono</p>
</li>
<li data-section-id="1367104" data-start="4761" data-end="4782">
<p data-start="4763" data-end="4782">li vedi più chiaramente</p>
</li>
<li data-section-id="9ysmd0" data-start="4783" data-end="4806">
<p data-start="4785" data-end="4806">non ti trascinano via più di tanto</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4808" data-end="4846">Questa è la vera meditazione pensieri.</p>
<p data-start="4848" data-end="4930">Non uno sforzo. Non una tecnica rigida. Ma una consapevolezza che sorge dalla stabilità. O quantomeno da una maggiore stabilità</p>
<h2 data-section-id="1arbzy1" data-start="4937" data-end="4968">Cosa fare quando sei confuso</h2>
<p data-start="4970" data-end="5019">Durante la meditazione capita un momento preciso. Quello in cui ti chiedi: “ok… e adesso cosa devo fare?” Quel dubbio è un segnale. Significa che ti sei perso. E in quel momento la risposta è una sola:</p>
<p data-start="5179" data-end="5196">torna al respiro.</p>
<p data-start="5198" data-end="5205">Sempre.</p>
<p data-start="5207" data-end="5258">Non analizzare.<br data-start="5222" data-end="5225" />Non cercare soluzioni complicate.</p>
<p data-start="5260" data-end="5277">Torna al respiro.</p>
<h2 data-section-id="4laa6j" data-start="5284" data-end="5322">Il ciclo corretto della meditazione</h2>
<p data-start="5324" data-end="5376">Se osservi bene, la pratica segue un ciclo naturale:</p>
<ol data-start="5378" data-end="5531">
<li data-section-id="bzrce2" data-start="5378" data-end="5403">
<p data-start="5381" data-end="5403">Ti ancora al respiro</p>
</li>
<li data-section-id="bos2r4" data-start="5404" data-end="5431">
<p data-start="5407" data-end="5431">La mente si stabilizza</p>
</li>
<li data-section-id="e3fv2a" data-start="5432" data-end="5460">
<p data-start="5435" data-end="5460">L’attenzione si espande</p>
</li>
<li data-section-id="10js777" data-start="5461" data-end="5495">
<p data-start="5464" data-end="5495">Osservi pensieri e sensazioni in modo spontaneo</p>
</li>
<li data-section-id="1ozy215" data-start="5496" data-end="5509">
<p data-start="5499" data-end="5509">Ti perdi</p>
</li>
<li data-section-id="1w6kwwu" data-start="5510" data-end="5531">
<p data-start="5513" data-end="5531">Torni al respiro</p>
</li>
</ol>
<p data-start="5533" data-end="5549">E poi ricominci. Questo ciclo non è un errore. È spesso la pratica stessa.</p>
<h2 data-section-id="140yg0z" data-start="5609" data-end="5656">Più diventi consapevole, più pensieri vedrai</h2>
<p data-start="5658" data-end="5700">C’è un aspetto che spesso crea confusione. All’inizio pensi di migliorare quando:</p>
<ul data-start="5741" data-end="5788">
<li data-section-id="11ni9pa" data-start="5741" data-end="5760">
<p data-start="5743" data-end="5760">hai meno pensieri</p>
</li>
<li data-section-id="8xgaw9" data-start="5761" data-end="5788">
<p data-start="5763" data-end="5788">la mente è più silenziosa</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5790" data-end="5825">Poi però accade qualcosa di strano. Inizi a vedere più pensieri. Sempre di più. E questo può sembrare un peggioramento. In realtà è il contrario. Stai diventando più sensibile.</p>
<p data-start="5973" data-end="5992">Stai notando anche:</p>
<ul data-start="5993" data-end="6074">
<li data-section-id="joit8u" data-start="5993" data-end="6013">
<p data-start="5995" data-end="6013">i pensieri sottili</p>
</li>
<li data-section-id="1gojeno" data-start="6014" data-end="6033">
<p data-start="6016" data-end="6033">quelli automatici</p>
</li>
<li data-section-id="oddra2" data-start="6034" data-end="6074">
<p data-start="6036" data-end="6074">quelli che prima passavano inosservati</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6076" data-end="6110">E questo è un segnale di crescita.</p>
<h2 data-section-id="t4x9p2" data-start="6117" data-end="6159">Un esempio concreto</h2>
<p data-start="6161" data-end="6197">Immagina una stanza poco illuminata. All’inizio vedi poco. Sembra tutto tranquillo. Poi accendi una luce più forte.</p>
<p data-start="6282" data-end="6300">E improvvisamente:</p>
<ul data-start="6301" data-end="6338">
<li data-section-id="raaqpv" data-start="6301" data-end="6315">
<p data-start="6303" data-end="6315">noti polvere</p>
</li>
<li data-section-id="1r2wnre" data-start="6316" data-end="6326">
<p data-start="6318" data-end="6326">dettagli</p>
</li>
<li data-section-id="118k44o" data-start="6327" data-end="6338">
<p data-start="6329" data-end="6338">movimento</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6340" data-end="6403">La stanza non è diventata più sporca. Sei tu che vedi meglio. Lo stesso vale per la mente.</p>
<h2 data-section-id="18lj6jc" data-start="6440" data-end="6478">Il vero obiettivo della meditazione vipassana</h2>
<p data-start="6480" data-end="6510">A questo punto diventa chiaro. L’obiettivo non è eliminare i pensieri. È cambiare il rapporto con loro.</p>
<p data-start="6587" data-end="6612">Con una pratica corretta:</p>
<ul data-start="6613" data-end="6672">
<li data-section-id="ory1cu" data-start="6613" data-end="6637">
<p data-start="6615" data-end="6637">c’è più spazio mentale</p>
</li>
<li data-section-id="1ikif0g" data-start="6638" data-end="6660">
<p data-start="6640" data-end="6660">meno identificazione</p>
</li>
<li data-section-id="5zwxyi" data-start="6661" data-end="6672">
<p data-start="6663" data-end="6672">più calma</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6674" data-end="6716">I pensieri arrivano, ma non ti trascinano. E questo cambia tutto.</p>
<h2 data-section-id="1eom5qn" data-start="6747" data-end="6767">Un invito pratico</h2>
<p data-start="6769" data-end="6836">Se tendi a lasciare correre i pensieri, non c’è nulla di sbagliato, fintanto che ne sei consapevole. Ma prova a fare questo piccolo cambiamento:</p>
<p data-start="6883" data-end="6908">parti sempre dal respiro. Restaci finché serve. Senza fretta. E poi lascia che l’osservazione emerga spontanea.</p>
<p data-start="6990" data-end="7001">Vedrai che:</p>
<ul data-start="7002" data-end="7073">
<li data-section-id="1i1pohs" data-start="7002" data-end="7020">
<p data-start="7004" data-end="7020">ti perderai meno</p>
</li>
<li data-section-id="12c3dnz" data-start="7021" data-end="7037">
<p data-start="7023" data-end="7037">noterai di più</p>
</li>
<li data-section-id="nhhb2d" data-start="7038" data-end="7073">
<p data-start="7040" data-end="7073">la pratica diventerà più profonda</p>
</li>
</ul>
<h2 data-section-id="7oo8ar" data-start="7080" data-end="7094">l&#8217;ancora che da stabilità</h2>
<p data-start="7096" data-end="7184">Il video mostra chiaramente che la meditazione pensieri non è solo osservazione passiva.</p>
<p data-start="7186" data-end="7220">Serve una base.<br data-start="7201" data-end="7204" />Serve stabilità.</p>
<p data-start="7222" data-end="7287">E il respiro è il punto da cui tutto parte e a cui tutto ritorna. Da lì nasce una meditazione più chiara, più stabile e molto più efficace.</p>
<h2><a id="video"></a>Guarda il Video – Meditazione pensieri: perché lasciarli liberi non funziona davvero</h2>
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		<title>Ci si innamora nell’Aldilà? Amore, anime gemelle e vita dopo la morte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 18:45:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[VitaOltre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dedicato a chi vuole indagare il mondo dell&#8217; Al di Là Ci si innamora nell’aldilà? Amore, anime gemelle e vita dopo la morte Ci si</p>
<p>L'articolo <a href="https://comemeditare.it/vita-oltre/ci-si-innamora-nellaldila-amore-anime-gemelle-e-vita-dopo-la-morte/">Ci si innamora nell’Aldilà? Amore, anime gemelle e vita dopo la morte</a> proviene da <a href="https://comemeditare.it">Come Meditare</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="38518" class="elementor elementor-38518" data-elementor-post-type="post">
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					<p class="elementor-heading-title elementor-size-default">Ci si innamora nell’aldilà? Amore, anime gemelle e vita dopo la morte</p>				</div>
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									<p data-start="0" data-end="87"><strong data-start="0" data-end="87">Ci si innamora nell’aldilà? Amore, anime gemelle e famiglie animiche oltre la morte</strong></p><p data-start="89" data-end="443">L’amore non è soltanto una delle esperienze più potenti della vita umana: per molte tradizioni spirituali è anche la chiave per comprendere ciò che accade oltre la morte. Tra le domande più profonde che le persone si pongono quando riflettono sull’aldilà, ce n’è una sorprendentemente semplice e allo stesso tempo intensa:</p><p data-start="89" data-end="443"><em data-start="412" data-end="441">ci si innamora nell’aldilà?</em></p><p style="text-align: center;" align="center"><em><strong><span style="font-size: 14pt;"><a href="#video">clicca qui per andare al video</a> o continua la lettura introduttiva</span></strong></em></p><p></p><p></p></div></div></div></div></div></section></div></div></div></section></div> <a href="https://comemeditare.it/vita-oltre/ci-si-innamora-nellaldila-amore-anime-gemelle-e-vita-dopo-la-morte/#more-38518" class="more-link elementor-more-link"><span aria-label="Continua a leggere Ci si innamora nell’Aldilà? Amore, anime gemelle e vita dopo la morte">(altro&hellip;)</span></a><p>L'articolo <a href="https://comemeditare.it/vita-oltre/ci-si-innamora-nellaldila-amore-anime-gemelle-e-vita-dopo-la-morte/">Ci si innamora nell’Aldilà? Amore, anime gemelle e vita dopo la morte</a> proviene da <a href="https://comemeditare.it">Come Meditare</a>.</p>
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